ESCLUSIVO - Ruben Sosa avverte l'Italia: "L'Uruguay può essere mondiale"

L'ex attaccante di Inter e Lazio lancia la sua nazionale verso la finale di Rio e prova a spaventare gli azzurri - Lo speciale Brasile 2014

La rosa dell'Uruguay che sfida l'Italia al Mondiale – Credits: Epa

Nicolò Schira

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L'Italia chiama e l'Uruguay risponde. Le due nazionali di Prandelli e Tabarez sognano il passaggio alla seconda fase del Mondiale brasiliano in coppia. Un risultato che estrometterebbe dal lotto l'Inghilterra, terza ed insidiosa incomoda del girone. Per analizzare le pieghe del girone D che vede impegnati azzurri e "Celeste", Panorama.it ha intervistato telefonicamente "El Principito" Ruben Sosa, ex attaccante di Inter e Lazio ed oggi tecnico delle giovanili del National Montevideo.

Che mondiale si aspetta?

"Sarà un grande torneo, a partire dal girone eliminatorio dove uscirà già una big fra Italia, Inghilterra ed Uruguay".

Siete fra le favorite per arrivare alla finale di Rio de Janeiro...

"Noi siamo un paese piccolo nel quale però escono calciatori come le piante. Ogni pianta escono due-tre calciatori. Sono sicuro che la squadra di Tabarez farà un mondiale importante e ha diversi elementi importanti per fare bene. In attacco il trio Suarez-Forlan-Cavani ce l'hanno in pochi...".

Come sta "El Pistolero" Suarez?

"Luis Suarez riuscirà a esserci sicuramente per la seconda partita. Contro Inghilterra e Italia sarà un grande spettacolo e match ricchi di insidie. La sua presenza sarà fondamentale".

Dove può arrivare la Celeste?

"Sono ottimista: l'Uruguay ha tutto per vincere il Mondiale. Abbiamo una grande Nazionale, in grado di dar fastidio a tutti".

In Italia è stato protagonista con Inter e Lazio: ricordi?

"Tantissimi. Sono rimasto legatissimo a entrambe le squadre. Sono stato alla festa Lazio per il quarantennale dal primo Scudetto e ho riscontrato un affetto incredibile dalla gente biancoceleste. La stessa cosa mi accade ogni volta che metto piede a Milano. L'Italia è nel mio cuore".

Come vede la nuova Inter?

"Un club così importante dovrebbe lottare ogni anno per vincere tutto. E' una fase di transizione, ma mi auguro che presto tornino a lottare per Scudetto e Champions League. Quest'anno hanno vissuto un'annata particolare col cambio di proprietà. Non è mai semplice e anche io ho passato una situazione simile nel passaggio da Pellegrini a Moratti".

Di cosa si occupa ora?

"Sono allenatore delle punte del Nacional Montevideo. Ci sono ragazzi giovani molto interessanti.  Il calcio per noi è tutto. Da bambini cresciamo con il pallone. Stiamo crescendo molto e seguo da vicino anche la crescita dei ragazzi delle giovanili. Mi trovo molto bene in questa nuova veste, nella quale cerco di trasmettere me stesso ai giovani calciatori".

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