Calcio

Rossi-crac: rincorsa Mondiale

Niente rottura del crociato ma lesione al legamento collaterale. I tempi di recupero? Il Mondiale sarà una corsa contro il tempo...

Pepito Rossi fu acquistato dal Villarreal senza che lo United facesse valere la prelazione – Credits: Ansa

Una mazzata ma non l'esito tanto temuto che avrebbe messo a rischio anche la carriera di Giuseppe Rossi. Gli esami strumentali svolti al Cto di Firenze a poche ore dal crac in campo nella sfida contro il Livorno hanno dato il seguente esito: "Trauma distorsivo al ginocchio già precedentemente sottoposto a intervento chirurgico di ricostruzione del legamento crociato anteriore destro con lesione di 2° grado del legamento collaterale mediale del medesimo arto". Per la corretta valutazione dell'entità del danno e prognosi, sarà eseguita nei prossimi giorni una visita specialistica da parte del prof. Richard Steadman, lo stesso chirurgo che ha eseguito il secondo intervento di ricostruzione del crociato. Lesione importante, soprattutto perché colpisce un arto già martoriato in una carriera sfortunatissima. Però non c'è stata la temutissima terza rottura del legamento collaterale che avrebbe comportato uno stop lunghissimo con gravi dubbi sulle possibilità di tornare nuovamente quello di prima.

Tempi di recupero? Dipenderà da molti fattori e anche dalla volontà di Rossi, ma per le lesioni al collaterale possono essere trattate sia con terapia conservativa che chirurgicamente. Nel secondo caso (le più gravi) non si può stare sotto i 3 mesi prima di un competo recupero muscolo-articolare. Che non significa tornare in campo, ma semplicemente ritrovare la dimensione dell'atleta e del calciatore. Operazione, riposo e riabilitazione prima di tornare alla pratica sportiva. Se, invece, la lesione si riesce a curare senza ricorrere alla sala operatoria allora i tempi si riducono sensibilmente: 2-3 mesi per il ritorno in campo. Un conto che porterebbe a inizio aprile e lascerebbe aperta la porta alla speranza mondiale.

Rossi volerà negli Statu Uniti e deciderà insieme al professore che lo ha già avuto in cura dopo i precedenti infortuni: il verdetto definitivo è rimandato di qualche giorno anche se si respira ottimismo e l'operazione sembra scongiurata lasciando aperta anche la speranza che la stagione non sia finita sul terreno del Franchi contro il Livorno.

POLEMICHE E DIFESE - Il presidente della Fiorentina Andrea Della Valle era stato durissimo ieri. "Siamo molto preoccupati, non credo sia una bella situazione. Per fortuna abbiamo portato a casa la partita. Rinaudo non è andato neanche a chiedere scusa, si è rivolto all’arbitro in quel modo, non è calcio questo. Rossi è abbattuto, a questo Rinaudo vorrei dirgli tante cose, se questo è il modo di giocare, predichiamo tanto, ma poi…Dobbiamo riflettere tutti, è un farabutto questo Rinaudo, sono dispiaciuto per Rossi". Il difensore ha spiegato così quanto avvenuto: "Il mio è stato un intervento normale, c'è stato rumore perchè riguarda un giocatore come Rossi. Non gli ho chiesto scusa perchè sono stato attorniato subito da alcuni giocatori della Fiorentina. Comunque lo chiamerò per farlo".

IL TERZO CRAC IN 27 MESI - Quello contro il Livorno è il terzo infortunio al legamento collaterale del ginocchio destro in 27 mesi. Un calvario iniziato il 26 ottobre 2011 nei minuti conclusivi della sfida tra il suo Villarreal e il Real Madrid: operazione, rieducazione e quando tutto sembrava superato il nuovo crac in allenamento (13 aprile 2012). La ripresa è stata ancora più lunga e dura anche per qualche problema legato agli interventi. Il ritorno in campo il 19 maggio scorso contro il Pescara nell'ultima di campionato e poi la preparazione con i viola e il girone d'andata giocato a gran ritmo: 14 gol.

PRANDELLI NEI GUAI - Piange anche il ct Prandelli che sulla coppia Balotelli-Rossi aveva fondato l'attacco della nazionale chea giugno di poterà al Mondiale brasiliano. La conferma l'aveva data proprio durante le feste di Natale: bocciatura per il doppio centravanti pesante (Balotelli e Osvaldo) e via libera alla soluzione con Pepito e Supermario. E adesso? Detto che la diagnosi consente di sperare in un miracolo, a Prandelli resta pochissimo tempo per studiare una situazione alternativa. Alla partenza per il Brasile mancano solo un'amichevole (quella del 5 marzo con avversario non ancora ufficiale dopo il pasticcio di Italia-Spagna) e il ritiro che scatterà a fine campionato. Un altro Rossi non esiste, nel senso che non c'è un'altra punta con le sue caratteristiche.

In caso di forfait Prandelli, insomma, deve ridisegnare la squadra e ha due soluzioni: riprovare i due attaccanti pesanti (difficile) oppure tornare a una versione meno offensiva come il 4-3-2-1 già visto con buoni risultati alla Confederations mettendo alle spalle di Balotelli una coppia di incursori. Scelta che in ogni caso limita le chance della nazionale: il Mondiale parte in salita e non solo per il cattivo sorteggio di dicembre. Esiste anche la possibilità che l'infortunio di Rossi rimetta in gioco un numero 10: Totti?

IL MERCATO DELLA FIORENTINA - Il k.o. di Pepito spinge anche la Fiorentina a tornare sul mercato. E' vero che si attende il rientro di Mario Gomez, l'altro pezzo da novanta perso per strada da Montella, ma la seconda parte della stagione con anche l'Europa League obbliga a rinforzare il reparto offensivo. Soluzioni pronte non ce ne sono, ma qualche contatto con lo staff di Borriello - attaccante con esperienza e in grado di portare in dote un buon numero di gol - sarebbe già stato preso.

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