Rondelli: "Ecco perché all'Inter si fanno male"

Il preparatore atletico di Alberto Cova e Francesco Panetta dice la sua sui continui ko in casa nerazzurra

Diego Milito

Dario Pelizzari

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Un infortunio tira l'altro nell'Inter di Stramaccioni. Che continua a maledire la malasorte per una stagione che gli ha regalato continui tira e molla dall'infermeria. Sul banco degli imputati, lo staff medico, ma anche le scelte del tecnico e quelle della società. Di tutto un po', insomma. L'Inter sbanda e intanto affonda sempre più giù. Ma per colpa di chi?

"L'Inter ha iniziato a lavorare molto presto rispetto alle altre squadre per farsi trovare pronta per l'Europa League. E questo sicuramente non ha aiutato. Perché i giocatori lavorano sul campo da tanti mesi senza interruzione - spiega a panorama.it Giorgio Rondelli, allenatore e preparatore atletico tra i più quotati nell'atletica leggera -. Il fatto poi che la squadra di Stramaccioni sia poco omogenea dal punto di vista tattico porta alcuni giocatori a spendere più energie del necessario e il rischio di farsi male è dietro l'angolo in situazioni simili".

Si dice che alla Pinetina siano costretti a seguire una preparazione atletica che vada incontro alle esigenze e alle possibilità dei giocatori più anziani. Insomma, ritmi ridotti altrimenti sono guai. Anche questo può aver influito sui tanti infortuni degli ultimi mesi?

Se si lavora in maniera differenziata con i giocatori più anziani è una scelta intelligente. Se invece si cerca di lavorare in maniera omogenea e a ritmi ridotti per l'intera squadra, bè, qualcosa non va. Perché il giocatore più anziano deve lavorare più sul telaio che sul motore. Più sulla forza muscolare che sulla velocità. Certo non si può pretendere che giocatori come Zanetti e Cambiasso si allenino come i loro compagni più giovani.

Milito si è rotto i legamenti contro il Cluj. Rientrava dopo un mese di stop per i soliti problemi al ginocchio. Si poteva evitare? Quale il rischio di mandare in campo un giocatore che rientra da un infortunio?

Non conosco da vicino il caso di Milito. Ma può essere che alcuni giocatori siano stati mandati in campo senza che fossero recuperati al 100%. La guarigione clinica in caso di infortuni muscolari non va mai di pari passo con la guarigione effettiva. Perché per quanto si possa forzare in allenamento non sarà mai come giocare una partita vera e propria. Basta una decelerazione per avere una ricaduta.

Quanto pesa sull'infermeria il momento no che sta attraversando la squadra neroazzurra? E' vero che la somatizzazione può fare danni importanti?

Sicuramente incide. Lo vedo con gli atleti che alleno. Quando ci sono situazioni di poca serenità, causate in alcuni casi anche da ragioni extrasportive, aumentano le possibilità che l'atleta si infortuni. Perché inizia l'attività con tensioni supplementari. Poi, è anche questione di cicli...

Vale a dire?

Ci sono state stagioni difficili sotto il profilo degli infortuni per molte squadre del nostro campionato. Penso alla Juve e al Milan di qualche anno fa. Bene, l'Inter ci ricasca in modo più continuativo rispetto ad altre. Ma non chiedetemi perché, non saprei cosa dire. Difficile dire di chi è la colpa. Certo è che quest'anno i neroazzurri avevano la possibilità di fare un recupero di condizione nella pausa invernale e non l'ha fatto. E' stata l'ultima squadra a ritrovarsi. Peccato che forse era quella che ne aveva più bisogno.

A proposito di infortuni da primato. Da quando è in Brasile, Pato non ha perso una partita. Sarà l'aria di casa?

Un addetto ai lavori di Milanello mi confidò che se il giocatore fosse stato ceduto non si sarebbe più infortunato. Quindi, come dire, la cosa non mi meraviglia. Si era creata a mio parere per lui una situazione psicologica non proprio favorevole al Milan. E in ogni caso, credo che in Brasile Pato viva il suo impegno sportivo in modo più sereno.

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