Calcio

Ronaldo e un gesto che sa di sconfitta

Le cinque dita mostrate ai tifosi dell'Atletico non sono censurabili. Semplicemente sono un pessimo segnale verso la Juventus

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Giovanni Capuano

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Non c'è alcuna censura morale per il gesto che Ronaldo ha rivolto ai tifosi dell'Atletico Madrid, mostrando loro le cinque dita a ricordo delle cinque Champions League (contro nessuna del club) vinte in carriera. Nessuna censura così come non erano censurabili le tre dita o la mano portata all'orecchio da Mourinho allo Stadium. Cose di campo che in campo restano.

C'è, però, un brutto segnale che Ronaldo ha lanciato ai compagni e al mondo Juventus nella serata più difficile della stagione, quella che rischia di compromettere la corsa al vero obiettivo. La ragione, insieme a quelle commerciali, per cui Agnelli è volato a Madrid a prendersi il portoghese.

I mind games (o giochi di parole e provocazioni) funzionano da sempre solo se alla fine vinci. Altrimenti passano alla storia come segnali di debolezza. Ronaldo ha usato la provocazione in campo e fuori, ma alla fine ha perso e questo è un problema per la Juventus che dal suo leader emotivo, l'uomo preso anche per togliere dalle spalle della squadra il senso di inadeguatezza davanti all'ossessione Champions, si attendeva e si attende altro.

Non segnali di debolezza, ma una leadership fredda e chirurgica. Testa fredda e cuore caldo, guida su un sentiero conosciuto come il giardino di casa. Invece in un Wanda Metropolitano ribollente i bianconeri si sono persi e il loro leader lo ha fatto prima e insieme agli altri.

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– Credits: tratto da Twitter

Che Ronaldo abbia a casa lo stesso numero o più Champions League di tutti i club d'Europa, Real Madrid e Milan escluse, è storia. Ma la Juventus ha investito su Ronaldo per il presente e per il futuro, non per il suo passato. Quella mano mostrata ai tifosi dell'Atletico parlava al passato, non al presente.

Ronaldo ha giocato una partita anonima tecnicamente e caratterialmente al pari degli altri e la Juve non se lo può permettere. Non adesso che entra nella fase decisiva della stagione, quella in cui tutti hanno da guadagnarsi la gloria eterna ma, per contrappasso, hanno anche molto da perdere. Ecco perché la mano di CR7 è criticabile. Nulla di etico o sconveniente, ma un gesto su cui riflettere preparando la rimonta di Torino.

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