Romero, da riserva a eroe per la gioia degli argentini (e della Samp)

Il portiere dell'albiceleste è di proprietà della Sampdoria. Dopo tre anni difficili è rinato grazie alla fiducia del ct Sabella e ai rigori parati all'Olanda

Sergio Romero – Credits: Getty Images

Matteo Politanò

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Questa volta non c'era Tim Krul a far sognare gli olandesi. L'Argentina raggiunge la finale della coppa del Mondo grazie alle parate del suo portiere, Sergio Romero, vero mattatore della semifinale tra Olanda e Argentina. Riflettori addosso che ripagano la fiducia del ct Sabella, convinto di affidargli la maglia da titolare nonostante due anni difficili. Dopo aver lasciato l'Olanda e l'Az Alkmaar nel 2011 era arrivato in Italia in serie B, alla Sampdoria. Scelta atipica per il portiere titolare della nazionale argentina ma anche per una squadra della serie cadetta che su di lui aveva investito 3,5 milioni per il cartellino e un quadriennale da quasi 1,7 milioni di euro all'anno. Romero a Genova torna in serie A alla prima occasione e nel primo anno di serie A conta 32 presenze. Alcuni lo vorrebbero come titolare inamovibile, altri mal sopportano i gravi errori che ciclicamente alterna ai miracoli tra i pali. Il feeling con il pubblico blucerchiato non sboccia però mai del tutto, per tanti non è un portiere adatto per il calcio italiano. 

Alla fine della stagione 2012/2013 i tifosi blucerchiati sanno che la volontà dell'argentino è quella di cambiare aria e non vogliono tenersi un portiere che veste il blucerchiato controvoglia. A fine estate 2013 Romero viene così ceduto in prestito al Monaco e la Sampdoria si ritrova ad affrontare la serie A con Da Costa come titolare. Per l'argentino inizia invece uno dei periodi più difficili della carriera: al Monaco Massimo Ranieri lo lascia in panchina preferendogli Subašić. A fine stagione Romero raccoglierà solo 3 presenze in Ligue 1 e 9 partite in stagione, a Genova in tanti lo rimpiangono ma a credere nel Ciquito c'è ancora il ct argentino Alejandro Sabella che nonostante la crescita costante di Willy Caballero (che gode del favore della maggior parte degli argentini) continua a considerarlo il titolare inamovibile dell'albiceleste.

La partita contro l'Olanda non fa altro che aumentare il valore del cartellino del giocatore per la gioia della Sampdoria che con tutta probabilità cercherà di cederlo al migliore offerente. Gongola anche Mino Raiola, manager di Romero che gradirebbe una sistemazione in un top club europeo. Fino a pochi giorni fa per acquistare Romero sarebbero stati sufficienti circa 2 milioni di euro, cifra che dimostra il crollo del giocatore nel valore di mercato rispetto a quattro anni fa (la massima quotazione era stata di circa 7 milioni di euro) ma oggi la Sampdoria vorrebbe rientrare della spesa iniziale di 3,5 milioni di euro, missione difficile considerando il potere contrattuale ormai nullo. La priorità del club blucerchiato è infatti quella di liberarsi di un ingaggio che è totalmente fuori i parametri del club e rientra nella serie di mosse (spesso scellerate) dell'ex uomo mercato Pasquale Sensibile. 

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Rivedere Romero in Italia? Difficile, anche se nelle scorse settimane Mino Raiola ha provato a proporlo al Napoli. La volontà del giocatore è quella di tornare in patria ma gran parte del suo futuro sarà deciso dalla finale di domenica contro la Germania. 

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