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Calcio

Crac Roma: 5 motivi per una crisi che rischia di compromettere la stagione

Dalla fatica fisica e mentale al mercato di gennaio senza rinforzi. Ecco perché Spalletti deve riflettere sulle sconfitte di fila

Tre sconfitte in otto giorni sono un dato che deve far preoccupare qualsiasi allenatore. Anche perché arrivano in partite clou, che rischiano di compromettere quanto di buono (tanto) è stato fatto nella prima parte della stagione. La corsa al secondo posto improvvisamente difficile per il blitz del Napoli all'Olimpico, Coppa Italia ed Europa League in salita contro Lazio e Lione. In casa Roma suona l'allarme e Spalletti deve correre ai ripari in fretta.

Cosa sta succedendo? Perché la prestazione perfetta di San Siro si è trasformata nell'arco di pochi giorni nel canto del cigno di un periodo di grande forma e non nell'apertura di una fase di crescita ulteriore? Domande in cerca di risposta partendo dal presupposto che la Roma rimane competitiva e che il bilancio dei primi 14 mesi di Spalletti a Trigoria è numericamente più che soddisfacente.

Stanchezza fisica e mentale nel momento clou

I dati raccolti analizzando le ultime partite della Roma dicono che la squadra corre come e più di prima e lo fa anche con un'intensità apprezzabile. Dunque non pare esserci un problema di tenuta fisica dietro alla mancanza di risultati, anche se una flessione sarebbe fisiologica in un momento di grande affollamento di partite tutte decisive.

Più facile immaginare - come fa Spalletti - che si possa trattatre di un misto di fatica fisica e mentale perché non è semplice preparare allo stesso modo impegni così ravvicinanti e probanti. In generale la Roma non si è data delle priorità di obiettivo e fino a una settimana fa inseguiva anche l'idea di contendere lo scudetto alla Juventus. Adesso qualche scelta si può anche fare alleggerendo il carico nervoso.

Rosa numericamente corta e l'incertezza di Spalletti

Di sicuro il mercato di gennaio praticamente senza innesti non ha aiutato una rosa limitata numericamente. Spalletti aveva avvisato prima di Natale, preoccupato anche dalla partenza di Salah per la Coppa d'Africa, ma la scelta della società è stata differente e alla fine il tecnico ha ripiegato sulla difesa di quelli che aveva. Anche per lanciare alcuni messaggi in vista dell'estate che si annuncia con quache big in partenza.

Ora i limiti numerici della rosa si fanno sentire. E l'incertezza intorno allo stesso Spalletti - rinnova o parte? - sta distogliendo energie piscologiche a tutto l'ambiente. E' paradossale che ci sia un clima di guerra fredda polemica che ha accompagnato anche i momenti belli della stagione, una contrapposizione con la stampa che non può di certo aver fatto bene.

Pallotta, la questione stadio e il rinnovo di Totti

Per chiudere le questioni più societarie. Pallotta arriverà a Roma solo a metà marzo e ha in testa prima di tutto le vicende legate al club allo Stadio Della Roma, che ha ottenuto il via libera politico dal sindaco Raggi ma che deve poi essere tradotto in pratica perché si rispetti la scadenza del 2020 voluta dal presidente statunitense. Anche lo stadio, vissuto giustamente come il trampolino di lancio verso il futuro, è stato un elemento di distrazione negli ultimi due mesi vissuti pericolosamente tra l'euforia per il progetto e la preoccupazione di smantellamento in caso di bocciatura.

SPALLETTI CONTRO TOTTI: TUTTE LE FRASI DI UN RAPPORTO CHE DIVIDE ROMA

Ultimo tassello è la questione Totti, rimasta sotto traccia in autunno e inverno e ora tornata prepotentemente d'attualità. Le battuta di Spalletti l'hanno riportata al centro dell'attenzione e si fatica a capire la strategia del tecnico nel legare il suo rinnovo a quello del capitano. Che presto dovrà dire chiaramente se intende smettere oppure vuole proseguire, entrando in rotta di collisione con Pallotta che al momento della firma fino al 2017 era stato chiaro circa il fatto che sarebbe stato l'ultimo. A breve la verità su tutto.

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