Calcio

Roma, qualificazione e fischi: avanti in Champions

Garcia pareggia contro il Bate Borisov e viene salvato da Sczcesny. Pallotta contro i tifosi: "Basta tirare mer..."

Soccer: Champions League; Roma-Bate Borisov

Giovanni Capuano

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Immagine uno: Nainggolan e Salah che si aggirano per il prato verde dell'Olimpico in attesa di conoscere il finale di Leverkusen. Inseguiti dai fischi dei pochi presenti e con l'animo sospeso di chi sa di essere appeso a un filo. Immagine due, tornando indietro di qualche minuto: Sczcesny che si immola sul tiro a colpo sicuro di Gordeichuk in un uomo contro uomo che sa di duello definitivo. Lo vince il portiere polacco e per Garcia significa salvezza.

Nulla più della qualificazione, però, perchè la prestazione della Roma è stata sconcertante nella sua pochezza. Primo tempo tempo regalato al Bate Borisov su ritmi da amichevole estiva, con testa e gambe intossicate da paura e tensione. Ripresa un filo meglio davanti, ma senza precisione, e carente come tradizione di quest'annata in difesa dove i bielorussi hanno creato a sufficienza per poter rimpiangere di non averci provato prima.

La terza immagine della serata non viene dall'Olimpico, ma dalla BayArena di Leverkusen e porta la firma di Ter Stegen e del suo braccio sinistro, possente nel ribattere la deviazione a colpo sicuro del Chicharito Hernandez al minuto 89. Avesse bucato il tedesco, addio passaggio agli ottavi per la Roma, con terremoto di difficile previsione visto il grado di insoddisfazione del pubblico giallorosso - e non solo - nei confronti di Garcia.

Avanti con 6 punti, minimo storico

La Roma avanza nell'Europa che conta con la miseria di 6 punti. Un paradosso della Champions League dove si può andare a casa facendone il doppio, come toccò al Napoli sfortunato di Benitez, oppure si può speculare su un pareggio che in altri tempi sarebbe stato salutato come risultato di cui vergognarsi. I giallorossi si qualificano grazie al doppio confronto con il Bayer Leverkusen: un 7-6 complessivo che è la fotografia delle contraddizioni del gruppo romanista. 

Per restare ai numeri, che dicono molto del perché la gente dell'Olimpico non abbia gradito nemmeno il sospiro di sollievo al fischio finale a Leverkusen: una sola vittoria, 16 gol subiti (peggio ha fatto solo il Malmoe tra le 24 iscritte) e un punticino appena strappato al Bate Borisov. Troppo poco per fare qualsiasi pensiero su febbraio e la seconda fase. Poi ci sono i soldi garantiti dal passaggio del turno: milioni che Sabatini dovrà reinvestire sul mercato meglio di quanto fatto in estate.

Condizione fisica e grandi flop

E' difficile mettere in fila cosa non vada nella Roma. Troppi problemi e tutti insieme per Rudi Garcia, dalla tenuta della fase difensiva che anche contro il Bate è andata in apnea, alla condizione fisica parsa al minimo sindacale nella seconda parte della partita. I giallorossi hanno chiuso sulle gambe, messi in difficoltà dalla corsa dei bielorussi quando il Bate ha alzato il baricentro tentando di vincere.

Senza la grande parata di Sczcesny (e al suo bis pochi minuti più tardi) il finale sarebbe stato decisamente più amaro, anche se le occasioni per passare c'erano state. E qui entra in gioco l'altro campanello d'allarme che suona fortissimo e porta il nome di Dzeko: lottatore impreciso, fermo ai suoi 5 gol in 18 partite che sono un bilancio insufficiente per chi doveva fare la differenza.

Anche l'infortunio di Gervinho nel riscaldamento, il secondo in quattro giorni dopo il ko prematuro contro il Torino, è un segnale pessimo. Non tanto per la ricaduta, quasi prevedibile visto il pregresso, quanto per il tentativo apparso poco lucido di recuperarlo come se la Roma non avesse altro cui affidarsi per migliorare il suo rendimento.

Pallotta e i nodi da sciogliere in fretta

La buona notizia è che il passaggio agli ottavi di finale regala un po' di ossigeno a Roma e alla Roma. Non sono solo i soldi, importantissimi per il bilancio e in vista del mercato, ma anche la sensazione di poter tirare il fiato fino a febbraio cercando una tregua in un ambiente ormai apertamente ostile a Garcia e Pallotta che ha osservato gli stenti della sua creatura.

Il presidente ha tanti nodi da sciogliere, se possibile in fretta. Bisogna dare legittimazione e fiducia al tecnico, mai così debole come oggi, sistemare il rapporto con i tifosi che disertano l'Olimpico e fare pace con le istituzioni romane. Il botta e risposta con il Prefetto Gabrielli sull'appuntamento (poi confermato in extremis) segna un punto basso nelle relazioni, così come il confronto con i tifosi.

Il presidente è sbottato dopo la gara: "Bisogna lasciare in pace i ragazzi, lavorano seriamente tutti i giorni. E' frustrante quando raggiungono un obiettivo sentire questi fischi. Bisogna saper crescere e smettere di gettare merda su giocatori e staff, ci vuole rispetto".

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