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Roma-Porto per prendersi la Champions League: ecco quanto vale

Spalletti non può sbagliare nel ritorno del preliminare. Tra premi, bonus Uefa e diritti tv in gioco 30 milioni (minimo)

Tutto in una notte, dove per tutto si intende il presente e il futuro di questa stagione per la Roma. C'è il Porto da saltare per non cadere nella trappola del preliminare di Champions League e trovarsi direttamente nell'Europa che conta, con il suo fascino e i suoi soldi. Appuntamento da non perdere, atteso da otto mesi (come ha ricordato Spalletti) e che da solo può garantire al club una serena navigazione con anche qualche colpo di coda sul mercato.

In gioco all'Olimpico, che si presenterà tutt'altro che esaurito e con non più di 30mila biglietti venduti, c'è un assegno che garantirebbe a Pallotta e soci di vivere senza patemi i prossimi mesi. E a Sabatini di provare ad accontetare le richieste di Spalletti che vorrebbe un centrocampista centrale per dimenticare la partenza di Pjanic: il sogno è Borja Valero che costa tanto e andrà convinto, insieme alla Fiorentina, non lesinando a spese.

Si parte dall'1-1 dell'andata ma guai a difendersi

Sul campo l'impresa è alla portata della squadra di Spalletti. All'andata a Oporto si sono viste due partite: la prima dominata dalla Roma, che ha avuto l'unico torto di non capitalizzare la superiorità chiudendo il discorso dopo l'autorete di Felipe, la seconda tutta per i portoghesi rimasti in vantaggio di un uomo dopo la cacciata di Vermaelen. Rimpianto e sollievo, dunque. Ora basta un pareggio senza reti per andare avanti, ma attenzione ai precedenti.

La Roma, infatti, non ha una tradizione da cassaforte in Europa. In 30 delle ultime 31 uscite tra Champions League ed Europa League ha incassato almeno un gol e ripetersi significherebbe condannarsi a farne il doppio oppure a passare per la lotteria dei supplementari e dei rigori. Meglio attaccare, dunque, anche perché la difesa di Espirito Santo non è parsa impermeabile agli assalti di Salah e compagni.

Ecco quanto vale la qualificazione in Champions League

In gioco, come detto, c'è un pezzo del futuro giallorosso. Entrare nei gironi significa mettere le mani sull'assegno da 12 milioni di euro garantito alle 32 partecipanti all'edizione 2016-2017 della Champions League, cui andranno aggiunti i premi per i risultati sul campo: 1,5 milioni per ogni vittoria nel gruppo e 0,5 per i pareggi. Un tesoretto potenziale da 9 milioni di euro, ma anche facendo un percorso normale se ne prendono 5-6.

Il passaggio agli ottavi di finale ne porterebbe altri 5,5, mentre dal market pool dei diritti televisivi ne arriverebbero da un minimo di 18 (risultato della parte che spetta a chi partecipa in base al piazzamento nella passata stagione più il minimo per la quota relativa al numero di partite giocate in questa edizione) a un massimo che si può solo stimare. Il totale? Superando il Porto la Roma mette a bilancio non meno di 30 milioni di euro. Sicuri. Ma con gli incassi al botteghino e i risultati sul campo ci si avvicina a quota 50.

Un anno fa il percorso europeo con Garcia prima e Spalletti poi (fuori agli ottavi di finale contro il Real Madrid) è valso oltre 75 milioni di euro. Ecco perché all'Olimpico non si può fallire. Dimenticando anche che dal 2010 in poi solo il Milan (2013) è riuscito nell'impresa di superare il preliminare.

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