Roma nel caos, Lazio in festa: le due facce della stessa città

Tifosi mai così divisi da stati d'animo tanto opposti

Lotito e Pallotta i presidenti di LAzio e Roma che stanno vivendo un'estate molto diversa (Credits: Marco Tacca/Getty Images)

Claudia Daconto

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Non era capitato nemmeno ai tempi dello scudetto della Lazio (stagione 1999-2000) che a Roma le due opposte tifoserie cittadine si ritrovassero a vivere stati d'animo tanto opposti. E sì che allora i giallorossi avevano chiuso il campionato a 18 punti di distanza dai cugini campioni d'Italia, erano stati eliminati dal Cagliari ai quarti di finale di Coppa Italia e dagli inglesi del Leeds United agli ottavi di Coppa Uefa. Ma nel frattempo erano stati acquistati Montella e Nakata, Francesco Totti aveva ereditato la fascia di capitano dal mitico Aldair e sulla panchina già sedeva mister Capello che l'anno successivo avrebbe guidato la squadra alla conquista del suo terzo Tricolore.

12 anni dopo è tutto un altro film. Anche l'unica goccia di soddisfazione in un mare di delusioni per essersi piazzati un punto sopra la Lazio, è stata prosciugata una settimana dopo l'ultima giornata di campionato quando, davanti a un pubblico romanista esterrefatto dall'immobilismo della sua squadra durato 120 minuti (ad eccezione del povero Bradley), Stefano Mauri (rinviato a giudizio poche ore fa nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse sulla presunta combine delle due partite Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio del 22 maggio 2011) ha sollevato la Coppa Italia.

Uno choc atroce da cui i tifosi giallorossi ancora non sembrano in grado di riprendersi, colpa anche delle continue fibrillazioni intorno alla partenza di De Rossi, ai capricci di Osvaldo, al cambio del logo, di una campagna acquisti deludente che finora ha registrato solo l'arrivo di Mehdi Benatia, fino alle discutibili manovre di mercato tra due dirigenti intercettati al telefono e che sono state rese pubbliche dal sito asromaradio.it.

Nella registrazione si sente infatti il d.s. Walter Sabatini che discute con il responsabile dei conti romanisti Claudio Fenucci su come fare per acquistare nuovi talenti come Kevin Strootman (senza considerare la spasmodica ricerca di un portiere) evitando ulteriori e insostenibili esborsi di cassa. Poche le strade possibili: abbassare gli stipendi dei giocatori o cedere almeno uno tra Daniele De Rossi, Marquinhos e Osvaldo. Il quale, peraltro, da tempo in rotta con la società, se n'è rimasto bellamente in vacanza a Chicago con la fidanzata e, senza dare alcuna giustificazione, non si è presentato al primo giorno di raduno pre-ritiro a Trigoria dove ieri un centinaio di persone (più spiritose che incazzate) ha pacificamente manifestato contro la proprietà e la dirigenza.

Con grande disappunto di Sabatini che, sempre durante la stessa telefonata intercettata, confidava a Fenucci (benché i tifosi ce l'avessero soprattutto con lui “Sei la rovina della Roma e il “prestanome di Unicredit” l'americano James PallottaTira fuori il portafogli”) che avrebbe tanto voluto vedere anche l'attaccante quel giorno a Trigoria per fargli sentire la pressione dell'ambiente e spingerlo così ad andarsene e accettare il trasferimento al Southampton “non gradito dal ragazzo”.

“Sono queste le mani in cui siamo? - c'è chi oggi commenta su Facebook - Dopo due anni di sconfitte, amarezze, umiliazioni, allenatori e giocatori sbagliati, dobbiamo venire a sapere in questa maniera imbarazzante che la Roma per fare uno straccio di campagna acquisti è costretta a privarsi di due calciatori tra i più bravi della sua rosa?”.

Un vespaio, insomma, che cozza contro il clima del tutto diverso che si vive in casa Lazio dove dal 26 maggio scorso non si è ancora smesso di festeggiare tanto che ieri in 5mila si sono ritrovati, nonostante la pioggia, in Piazza San Silvestro, ufficialmente per la presentazione delle nuove maglie, di fatto per prolungare, magari all'infinito, uno stato di estasi collettiva iniziata ormai un mese e mezzo fa. Irrefrenabile il presidente Claudio Lotito che, all'apice dell'esaltazione, annunciando altri colpi di mercato dopo quello del centrocampista del Santos Felipe Andreson, ha gridato dal palco: “Fermeremo le potenze del Nord!”. Mentre sotto i tifosi biancocelesti, talmente ubriachi...di gioia  da definirsi "campioni eterni", facevano partire il solito sfottò delle ultime settimane “Ma la Roma dov'è?”. La Roma chissà, i suoi tifosi di sicuro a casa loro ad aspettarne il ritorno.

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