Calcio

Roma, la contestazione dei tifosi: "Mercenari". Uova e insulti sulla squadra

Cena di Natale con cori per i giallorossi. Intanto Pallotta ha deciso: via Garcia, si cerca un traghettatore

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Giovanni Capuano

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Caos Roma, avanti piano verso la rivoluzione. Mentre la società ha deciso, dopo ventiquattro ore di riflessione, di mandare la squadra in ritiro prima della gara con il Genoa, la contestazione dei tifosi non si placa e il destino di Garcia è più che mai appeso a un filo sottilissimo. I contatti tra Pallotta e i dirigenti italiani del club sono costanti e l'indicazione che viene da Boston è chiara: la fiducia nel tecnico non c'è più e si cerca una soluzione per dare alla Roma una nuova guida.

Non un compito facile, considerato che si tratteggia il profilo di un traghettatore da 6 mesi per poi tentare l'assalto ad Antonio Conte, che rimane in cima alla lista dei desideri di Pallotta per la prossima stagione e per il quale è pronto un contratto  da 4 milioni di euro netti più bonus, praticamente quello che guadagna oggi con la Federcalcio

Intanto, però, il clima intorno alla squadra è rovente, come testimoniato dalla contestazione con lancio di uova, cori e insulti che ha accompagnato la cena natalizia nei locali degli Studios: un assalto di circa 200 tifosi che ha costretto le forze dell'ordine a studiare un piano alternativo per evitare conseguenze peggiori. Nessuno è stato salvato dalla contestazione: "La nostra fede non va tradita, mercenari" è il coro intonato.

Pallotta, Sabatini e Garcia: le colpe del fallimento della Roma
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