Roma: Blanc una seconda scelta. Come tante altre

L'ex tecnico della Nazionale francese potrebbe diventare il nuovo allenatore della squadra giallorossa dopo il dietrofront di Allegri. Da Spalletti a Gasperini, quando l'alternativa non convince. O non arriva

Laurent Blanc

Dario Pelizzari

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Pallotta non ci vede più dalla rabbia. Il presidente a stelle e strisce della Roma ha incassato l'ennesimo no della sua avventura in giallorosso e ora ha perduto la pazienza. Prima Mazzarri, poi Allegri. La Roma chiama e gli allenatori non rispondono. O rispondono picche. E meno male che Franco Baldini, il direttore generale della società giallorossa, aveva fatto sapere qualche giorno fa che erano in molti i tecnici che avrebbero voluto la Roma. Sarà pure così, ma l'amore, se non è corrisposto, si chiama flop. E di flop che fanno male la squadra della capitale ne sta incassando un numero non indifferente da quando su Trigoria sventola la bandiera degli Stati Uniti. 

La goccia che ha fatto traboccare un vaso già stracolmo si chiama Massimiliano Allegri. La Roma l'ha aspettato per almeno un paio di settimane. Perché sapeva che il tecnico toscano avrebbe dovuto chiarire la sua posizione con il Milan del presidente Berlusconi, che pure gli ha chiamato la volata sulla panchina dei giallorossi. "Allegri? Andrà ad allenare la Roma", aveva detto il patron rossonero nel corso di una cena elettorale. Come se tutto fosse già stato risolto e definito. Come se per il passaggio di Allegri alla Roma, dopo il "no, grazie" di Mazzarri, fosse soltanto questione di ore. Una cena con Galliani e via, le strade si dividono, per il bene di tutti.

Invece, nulla. Allegri ha fumato il calumet della pace con Berlusconi e la Roma, be', la Roma è rimasta con il cerino acceso in mano. In attesa di capire cosa farà da grande. Da qui, l'ira del presidente Pallotta, che non ha gradito l'ultimo rifiuto e si è trovato nella spiacevolissima condizione di sistemare la faccenda panchina a stretto giro di posta. Con Baldini e Sabatini che giocano a nascondino e si rimpallano le responsabilità come fosse una partita di tennis. L'ultimo nome potrebbe essere quello giusto: Laurent Blanc. Dovrebbe essere lui, ex ct della Francia, l'uomo nuovo per la Roma. Una seconda, anzi, una terza scelta. Perché altro non si poteva fare. 

Blanc meglio di Allegri e Mazzarri? A Roma sperano nella buona sorte e fanno i conti con le ultime esperienze simili nella Serie A. Sliding doors di scelte non compiute che svelano traguardi e risultati spesso distanti dalle aspettative della vigilia. Il caso di Giampiero Gasperini è da manuale. L'Inter ha ripiegato su di lui dopo aver ricevuto cattive notizie da Marcelo Bielsa, Sinisa Mihajlovic, Andrè Villas-Boas e Fabio Capello. Per la serie, prima o poi qualcuno dirà pur di sì, ecco prendere forma la candidatura dell'ex trascinatore del Genoa, che vince un giro di giostra alla Pinetina per mancanza di avversari. Massimo Moratti dice sì, ma si pente quasi subito della decisione. Tempo qualche partita e lo mette da parte in favore di Claudio Ranieri. 

E cosa dire di quanto è successo in casa Juve nell'estate del 2009? La società bianconera aveva affidato la panchina a Ciro Ferrara a due giornate dal termine del campionato precedente perché non voleva rischiare di perdere il treno della Champions League con Claudio Ranieri al timone. Tutto bene, Ferrara arriva e interrompe la discesa negli inferi della Signora, che centra la qualificazione per la fase finale del torneo più prestigioso. Ma potrebbe non bastare. Perché la Juve si guarda intorno e cerca un tecnico di grande profilo a cui affidare la squadra. Il nome più gettonato si rivela essere quello di Luciano Spalletti, che medita di lasciare la Roma. La Juve lo cerca e lui non si fa trovare. Tutto da rifare, si torna al piano di partenza. Ferrara confermato, ma altro che soddisfazioni. 

Di Spalletti si è parlato anche per il dopo Lippi in Nazionale. Si sapeva che per l'ex tecnico della Juventus i Mondiali in Sudafrica avrebbero rappresentato il capolinea della sua esperienza da ct. Ne parlarono tutti, anche i bookmakers in Gran Bretagna, che decretarono l'allenatore di Viareggio come favorito assoluto per la sostituzione. Lui, Spalletti, quotato a 2,00. Dietro, staccatissimo (5,00), una seconda scelta di fatto ma non nella sostanza, l'allora tecnico della Fiorentina, Cesare Prandelli. Come è noto, il ballottaggio venne vinto da quest'ultimo, che ai prossimi Mondiali in Brasile dovrà confermare di aver meritato tanto onore. Anzi, no, forse l'ha già fatto. Ma chissà se Spalletti avrebbe potuto fare meglio.

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