Calcio

Gli errori di Rizzoli che non devono rovinare il duello Juve-Napoli

Il migliore dei nostri arbitri sbaglia quasi tutto nel derby di Torino. Polemiche e veleni da tenere lontani dalla volata tricolore

Bonucci Rizzoli

Giovanni Capuano

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La questione arbitrale entra in maniera prepotente nella volata scudetto tra Juventus e Napoli. Colpa di Rizzoli e di un derby diretto malissimo, con almeno quattro errori da matita rossa per il migliore dei nostri fischietti, protagonista di una domenica da dimenticare in uno stadio in cui di bello ci sono stati solo il record di Buffon e i gesti tecnici dei giocatori in campo. Il resto, a partire dalla vergognosa gazzarra pre-partita all'esterno, è stato da dimenticare.

Rizzoli ha sbagliato molto e ha certamente favorito la Juventus. Nessuno ha la controprova di cosa sarebbe accaduto sul pareggio e con i bianconeri in inferiorità numerica a mezz'ora dalla fine, come sarebbe stato da regolamento senza l'inspiegabile annullamento del gol di Maxi Lopez e, poco prima, senza l'omissione del secondo giallo per Alex Sandro.

 

Quello che è certo è che i due abbagli in rapida sequenza hanno dato una mano alla squadra di Allegri, che stava subendo una rimonta fotocopia rispetto a Monaco di Baviera. La domanda sulla tenuta fisica dei bianconeri rimane, dunque, senza risposta. Il Napoli mugugna e in questa circostanza ha ragione perché il derby era una delle opportunità concesse dal calendario per provare ad avvicinare la capolista. Chance sfumata e il tempo comincia a scarseggiare.

A Rizzoli non si perdona nemmeno l'eccessivo buonismo nei confronti di Bonucci, a rischio ammonizione fin dal primo minuto, e un altro rosso perdonato a Glik nel finale con aggiunta di un contatto tutto da discutere anche su Cuadrado nell'area granata. A occhio, il fermo immagine di Maxi Lopez tenuto in gioco dal piede di Cuadrado minaccia di trasformarsi in materia di discussione per i dietrologi della moviola. Una specie di gol di Turone (o di Muntari, scegliete voi): non per la consistenza dell'errore, ma per l'alone di polemica che stende sul campionato.

Juventus e Napoli - con il loro meraviglioso duello - non lo meritano. E per una volta non lo merita nemmeno il designatore Messina che era andato sul sicuro spendendo i due migliori nelle due gare di cartello. Rizzoli e Orsato hanno sbagliato entrambi. Capita a tutti e la caduta del fischietto della finale mondiale è stata fragorosa. Ma che non diventi l'unico metro di lettura dello sprint scudetto. Non sempre ha ragione chi urla più forte, teorema espresso da Sarri alla vigilia del Genoa.

Il punto sulla 30a giornata

* La Juventus si rialza, batte il Torino nel derby delle polemiche e resta a +3 sul Napoli. Per Allegri è la 18° vittoria nelle ultime 19 giornate.

* Higuain trascina il Napoli alla rimonta contro il Genoa (3-1) e batte il suo record: 29° gol in 30 partite e 31° stagionale. Mai prima nella sua carriera.

* Finisce pari lo spareggio per il terzo posto tra Roma e Inter: giallorossi salvi con Nianggolan nel finale, ma Mancini non abbandona la corsa Champions pur rimanendo staccato di 5 lunghezze da Spalletti.

* La Fiorentina si ferma anche a Frosinone (0-0) e per la quarta giornata di fila non riesce a conquistare il successo.

* Pari e fischi (1-1) tra Milan e Lazio con Berlusconi che critica il gioco di Mihajlovic e il tecnico che risponde stizzito. Pioli salva la panchina.

* Fondamentale successo del Carpi (1-2 a Verona) che oggi sarebbe salvo avendo raggiunto il Palermo al quart'ultimo posto. 

* L'Atalanta ritrova la vittoria che mancava da 14 giornate battendo 2-0 il Bologna ma rimane invischiata nella lotta salvezza che comprende 7 squadre in 6 punti con due posti per retrocedere.

* L'Udinse non sa più vincere: 1-1 con il Sassuolo che manca l'avvicinamento alla zona Europa League del Milan.

* Cade in casa la Sampdoria contro il Chievo: 0-1. Blucerchiati che devono tornare a guardarsi alle spalle.

* Lo 0-0 di Empoli regala a Novellino il primo punto sulla panchina del Palermo che, però, entra nella zona caldissima e oggi sarebbe retrocesso.

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