Calcio

River Plate-Boca Juniors, la finale della vergogna. Incidenti, feriti e Libertadores rinviata

Figuraccia mondiale per il calcio argentino: ultras assaltano il pullman del Boca. Rinvio dopo un lungo tira e molla, terrore per l'ordine pubblico

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Giovanni Capuano

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Niente Super Clasico di Libertadores, per conoscere il nome della squadra che entrerà nella leggenda per aver conquistato il titolo di campione del Sudamerica in faccia ai nemici storici nel derby di Buenos Aires bisognerà attendere ancora. Almeno un giorno, nella partita più lunga se si considera che anche l'andata era stata spostata di 24 ore a causa del maltempo.

Le immagini degli incidenti gravissimi fuori dallo stadio Monumental (casa del River Plate) hanno fatto il giro del mondo gettando nel ridicolo e nella vergogna il calcio argentino e sudamericano. Pullman del Boca Juniors preso d'assalto con sassi e bastoni, colpito con gas urticanti, giocatori feriti (fortunatamente in maniera leggera) e sotto choc. Impossibile giocare, ma per arrivare alla decisione di rimandare tutti a casa sono servite ore di grottesche trattative in nome di uno spettacolo che doveva continuare.

La verità è che quella tra River Plate e Boca Juniors era la finale che nessuno voleva. Troppo alto il rischio di incidenti, troppo accesa la rivalità in un Paese che non ha ancora risolto l'emergenza della sicurezza negli stadi e che, soprattutto nella capitale, non era in grado di gestire un evento come il Super Clasico valido per la Libertadores, ovvero la Champions League del Sud America.

Inutile blindare i due impianti impendendo l'ingresso alle tifoserie avversarie. Inutile transennare le strade intorno al Monumental. Inutili gli appelli. La vigilia della gara di ritorno dopo il 2-2 dell'andata alla Bombonera è vissuta in un crescendo di isteria culminato nell'agguato cui sono rimasti vittime Tevez e compagni.

Che la partita fosse falsata era chiaro da subito, ma la Conmebol (la confederazione sudamericana organizzatrice del torneo) ha cercato di tenere in piedi l'evento fino all'ultimo facendo anche circolare un referto ospedaliero secondo il quale i guai rimediati dai giocatori del Boca non erano così gravi da giustificare la sospensione della sfida. Un autogol in mondovisione perché le immagini del terrore sui volti degli xeneizes avevano già percorso migliaia di chilometri raccontando la verità.

Comunque vada quando si scenderà in campo, l'immagine di questa Libertadores e del calcio sudamericano resterà macchiata da questi eventi. In Europa il problema è stato affrontato e risolto per tempo. Real e Atletico Madrid hanno giocato due finali di Champions League senza che ci fosse alcuna conseguenza per l'ordine pubblico. Nel 2003 Milan e Juventus hanno portato decine di migliaia di tifosi a Manchester e tutto è filato liscio.

Lezione da mandare a memoria per il futuro. Questa era l'ultima Libertadores con finale su due partite, andata e ritorno. Dal 2019 si cambia, ma il danno d'immagine è grande e non cancellabile.

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