Sir Alex Ferguson, semplicemente il numero uno

A 72 anni ha dominato la Premier con lo United: per lui 48 titoli in carriera e una fama da duro ossessionato. Oggi la notizia del ritiro a fine stagione - la video story - chi sarà il successore? - la fotostory -

Sir Alex Ferguson è nato a Glasgow il 31 dicembre 1941 – Credits: Getty Images Sport

Giovanni Capuano

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C'è solo un avversario col quale non potrà mai dire di essersi bevuto un bicchiere di vino dopo averlo sconfitto. Non sul campo, ma nei libri dei record del calcio mondiale. E' solo davanti a Guy Roux e ai suoi 44 anni sulla panchina dell'Auxerre che sir Alex Ferguson è costretto a piegare la testa. Tutti gli altri se li è messi dietro e il titolo conquistato con il Manchester United a ritmo di record è solo l'ultima perla di una carriera straordinaria.

Premier League dominata e vinta con 4 turni d'anticipo e 16 punti di vantaggio sui cugini 'rumorosi' del Manchester City (così li definì un anno fa dopo la beffa di Aguero), trofeo numero 48 tra Scozia e Inghilterra, primato di longevità tra gli umani e quindi Roux escluso, perchè buona parte della storia nemmeno troppo recente del Manchester United l'ha scritta proprio Alex Ferguson.

Siede su quella panchina dal 6 novembre 1986 ed oggi ha deciso di ritirarsi. Se n'era parlato nelle ultime due stagioni abbozzando anche a una possibile successione di Mourinho, ma nulla. Fanno 26 anni e mezzo scarsi che non diventeranno mai 44 visto che nemmeno sir Alex è eterno e le primavere sono ormai quasi 72, ma a seguirne la parabola disegnano il ritratto di un uomo non vecchio dentro, capace di rigenerarsi e di disfare e ricostruire la sua creatura.

La storia di Ferguson e la storia di uno che deve la sua fortuna a un pareggio agguantato abbastanza per caso nella finale della FA Cup del 1990 che altrimenti stava perdendo (contro il Crystal Palace) e che in caso di sconfitta gli sarebbe costata l'esonero. Il suo debutto con i Diavoli Rossi, infatti, era stato tutt'altro che travolgente: battuto alla prima dall'Oxford, deludente per tre anni di fila con una retrocessione evitata per soli 5 punti. Insomma un mezzo disastro, salvato dal trofeo vinto a Wembley che sarebbe stato solo il primo di una serie infinita.

Sir Alex Ferguson non è però solo l'elenco delle sue vittorie. E' l'uomo che in un quarto di secolo  di panchine all'Old Trafford ha ingaggiato duelli verbali e scontri fisici con arbitri, avversari, giornalisti e propri giocatori; l'ultimo con la corsa per maledire Cakir per l'espulsione che gli è costata la sfida con il Real di Mourinho nell'ultimo inverno. Un 'boss' nel vero senso del termine, temuto e rispettato. Uno capace di fermarsi a stappare una buona bottiglia di vino con l'allenatore ospite alla fine dei match più importanti, ma anche di balzare in campo per una decisione sbagliata di un direttore di gara. I suoi raptus hanno fatto il giro del mondo e oggi riempono il web.

Ferguson è l'allenatore che tirò uno scarpino in faccia a Beckham licenziandolo. E' l'uomo che in diretta tv bacchettò una giornalista spiegando che “certe domande le possono fare solo le donne”. O, ancora, che prese a male parole un reporter davanti agli spogliatoi o ne 'squalificò' per una settimana un altro reo di avergli posto una questione sgradita. Ossessionato dalla vittoria, legatissimo ai suoi uomini ma duro con loro tanto da essere quasi odiato. Rooney viene sostituito? I media lo disegnano pronto a prendere a pugni sir Alex.

Nella sua carriera c’è anche molta Italia: i vini preferiti e la ‘papera’ di Taibi contro il Southampton nel 1999 (palla sotto la pancia e fine dell’avventura inglese per l’erede di Schmeichel). La sua reazione? Una corsa furibonda fuori dalla panchina. A tanti lo stile che ha reso famoso Mourinho ricorda da vicino proprio quello inventato da Ferguson di cui ogni movimento è stato vivisezionato, dal modo quasi ossessivo di masticare il chewingum al tremito delle mani nei momenti di tensione.

Non è un caso che lo Special One miri alla panchina dello United e non è un caso che i due siano personaggi planetari, inseguiti e criticati dai media ovunque. A pensarci bene c'è solo una persona che in questo quarto di secolo è stata capace di non piegare la testa davanti a lui: la signora Cathy. I due stanno insieme da mezzo secolo e a casa Ferguson comanda lei. Ha proibito ad Alex di tenere esposti i trofei e di portarsi dietro i libri di calcio. E lui zitto ad obbedire. Come quando la moglie gli comunicò che non avrebbe potuto seguire la squadra in un'amichevole estiva perché dovevano sistemare casa dopo il trasloco. Lui abbozzò e in panchina mandò il secondo. Va bene essere un duro, ma se poi Cathy si arrabbia?

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