RETROSCENA - Conte-Mazzarri e la guerra del calendario

Il Napoli trattato peggio della Juventus, ma in gioco ci sono le prossime scelte della Lega Calcio. E una fetta di scudetto...

I giocatori della Juventus dopo la sconfitta all'Olimpico di Roma – Credits: Afp

Giovanni Capuano

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La volata è partita e non mancheranno i colpi bassi e le polemiche vere o costruite. I veleni a distanza tra Conte e Mazzarri sulla questione-calendario sono solo l'antipasto di quello che accadrà nei prossimi tre mesi dove ogni scelta, fischio e spostamento sarà vivisezionato al microscopio. In fondo il primo duello si è consumato intorno a 16 ore e tre quarti di riposo in più concessi dalla Lega Calcio al Napoli rispetto alla Juventus dopo l'impegno di Europa League.

Ha detto Conte: "L'unico alibi che concedo alla squadra è che chi porta avanti il calcio italiano in Europa meriterebbe rispetto e invece noi abbiamo giocato tre gare in sette giorni". L'aveva già segnalato alla vigilia della sfida contro la Fiorentina e ha ripetuto il concetto. Mazzarri è in piena bagarre e non poteva lasciar cadere il tema: "I conti non tornano. Chi fa la Champions è favorito rispetto a chi gioca l'Europa League. C'è chi si lamenta di cose assurde, se loro chiedono più attenzione noi cosa dovremmo dire?".

Chi ha ragione? La Juventus ha giocato tre partite (Fiorentina-Celtic-Roma) in 170 ore e 45 minuti considerando i fischi d'inizio: 74 ore e 45 minuti tra Fiorentina e Celtic, 96 ore dalla Champions fino alla gara dell'Olimpico. Il Napoli ha impiegato complessivamente 186 ore (15 ore 15' in più) per completare il trittico con 118 ore tra Lazio e Viktoria Plzen e solo 68 tra l'Europa League e la Sampdoria.

Dunque date e numeri alla mano ha ragione Mazzarri anche se Conte può far valere il precedente di un anno fa quando nessuna delle italiane qualificate agli ottavi di Champions fu costretta a giocare al sabato dopo una gara europea. Capitò al Milan nei quarti, ma lì il calendario è così compresso da non lasciare alternative e la squadra di Allegri tra il 31 marzo (Catania-Milan) e il 7 aprile (Milan-Fiorentina), con in mezzo il viaggio al Camp Nou, perse 4 punti di vantaggio e scudetto.

E allora perché Conte ha polemizzato così con la Lega? Basta osservare il calendario dei prossimo due mesi per capire che il vero obiettivo della Juventus è la 32° giornata che rischia di essere decisiva per lo scudetto. In programma ci sono Lazio-Juventus e Milan-Napoli. Arriva dopo le gare di ritorno dei quarti di finale delle coppe, solo che i bianconeri ci saranno quasi sicuramente, mentre il Napoli potrebbe chiudere la sua esperienza in anticipo.

La Lega ha pubblicato fin qui anticipi e posticipi sino alla 29°. Come si comporterà a partire dalla 30°? In gioco c'è anche Inter-Juventus di sabato 30 marzo (sabato di Pasqua) con probabile anticipo al venerdì come viatico ai quarti d'andata. Ogni minuto in più di riposo sarà fondamentale anche considerato che il Napoli potrà concentrarsi solo sullo scudetto. Non è un vantaggio irrilevante per Mazzarri che si è lamentato anche del poco tempo previsto dopo le due sfide degli ottavi di finale di Europa League (quelle che il Napoli quasi certamente però non giocherà) con i partenopei in campo la domenica alle 15 (Chievo-Napoli) dopo l'andata e la domenica sera (Napoli-Atalanta) dopo il ritorno.

Segno che la battaglia di Conte ha alcuni elementi di ragione, ma presta il fianco anche a considerazioni analoghe da parte di chi insegue. La certezza è che per gli uomini del presidente Beretta le prossime saranno settimane frenetiche. Ogni decisione della Lega verrà analizzata da Juventus e Napoli, ma anche gli intrecci che riguardano la corsa alla Champions non peseranno meno. Quale trattamento sarà riservato, ad esempio, all'Inter in caso di avanzamento in Europa League? Fin qui i nerazzurri non hanno mai goduto dell'opportunità di giocare il lunedì sera. E anche la Lazio chiederà un trattamento di favore. Se poi il Milan dovesse uscire dalla Champions...

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