Coraggio Juve, sono i più ricchi ma si può fare...

Al Bernabeu la sfida tra il club con più ricavi in Europa (520 milioni di euro) e quello in maggiore crescita (274,8). Mezza squadra delle merengues guadagna più di Tevez

Giovanni Capuano

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Se il pallone rotolasse sempre dalla parte del più ricco non ci sarebbe partita e la Juventus potrebbe anche risparmiarsi il viaggio al Santiago Bernabeu. Se il calcio fosse una scienza (economica) esatta, però, nemmeno il Milan scassato di Allegri avrebbe avuto scampo contro il Barcellona e, invece, è avvenuto. Coraggio, dunque. I numeri del confronto tra Juventus e Real Madrid per fatturato, stipendi, ricavi da stadio e merchandising vanno letti perché sono interessanti, però un minuto prima del fischio d'inizio del signor Grafe meglio mettere via tutto e gustarsi 90 minuti ad alto tasso di spettacolo.

Il Real Madrid è la squadra più ricca d'Europa. Inutile cercare di competere sul piano dei numeri. Da almeno un decennio macina ricavi record in maniera inversamente proporzionale ai risultati del campo, altra dimostrazione che il calcio non è una scienza esatta e si può spendere oltre un miliardo di euro (1.029 milioni per l'esattezza) in campagne acquisti faraoniche e cambiare 7 allenatori per vincere 1 Champions League, 3 Liga e poco altro come fatto da Florentino Perez tra il 2000 e oggi con la breve pausa del triennio 2006-2009 quando non è stato presidente.

Può permetterselo grazie alla forza economica di un club che ha alle spalle 93.267 soci e dal 1999 a oggi ha quintuplicato il fatturato salendo da 118 a 520 milioni di euro con un bilancio positivo di 36,9 milioni. Applausi fino a quando qualcuno non smentirà tutto, dando un fondamento alle accuse che circolano su debiti superiori al mezzo miliardo di euro che contraddicono quanto scritto anche nell'ultimo esercizio, secondo il quale il Real nell'ultimo triennio ha anche abbattuto l'indebitamento complessivo rientrando in pieno nei parametri del fair play finanziario imposto dall'Uefa.

La Juventus si trova diversi piani sotto l'attico occupato dal Real Madrid. E' il modello emergente (e vincente) del calcio italiano che si trova nelle retrovie europee. Ha appena chiuso un bilancio record per i ricavi (27,8 milioni di euro senza le plusvalenze) e spera di ottenere l'equilibrio perfetto entro un paio di stagioni. L'investimento dello Juventus Stadium non ha ancora dato tutti i frutti necessari: serve un lavoro più lungo e un contesto nazionale meno penalizzante per le big. Certo, non si può tornare alla contrattazione singola dei diritti tv (il Real Madrid gode ancora di questo privilegio ma dovrà abbandonarlo), però si può spremere meglio dalla cessione del prodotto all'estero.

Oggi le differenze in termini contabili sono abissali. L'ultima estate ne è la fotografia esatta. Da una parte il Real Madrid che ha speso palate di milioni di euro (101 per Bale, 30 per Isco e Illarramendi) anche se per la prima volta si è autofinanziato cedendo Higuain (47 milioni), Ozil (50) e Albiol (12). Dall'altra la Juventus che ha messo a segno un paio di colpi low cost portando a Torino Tevez con lo sconto e Llorente a parametro zero, spendendo la cifrà più alta per Ogbonna. Tevez è il parametro di riferimento. La Juventus lo ha convinto offrendogli un contratto da 4,5 milioni netti più una serie di bonus a salire fino a 5,5 milioni. Con quello stipendio si troverebbe in difficoltà a Valdebebas, dove girano Cristiano Ronaldo (20 milioni appena firmati fino al 2018), Bale (11), Casillas (6.5), Ramos e Benzema (5) e altri che si avvicinano all'Apache. Totale monte-ingaggi Real Madrid: 214 milioni lordi. Totale Juventus: 149. Coraggio Juve, malgrado tutto si può fare.

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