Calcio

Real, rivolta contro Perez: "Il Bernabeu non si vende"

I tifosi si oppongono all'ipotesi di cedere il nome a un fondo di Abu Dhabi per 500 milioni (in vent'anni)

FBL-ESP-REALMADRID-STADIUM

Giovanni Capuano

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Il più divertente è stato Santiago Martinez, che nel cuore della notte han postato un commento a metà tra l'ironico e l'arrabbiato: "Anche se si chiamerà Abdul El-Jafar Aladdin Mohammed Islam Feghouli Osama Bin Laden Abu Dhabi Santiago Bernabeu, per me resterà sempre e soltanto Santiago Bernabeu". Il più duro e diretto un tifoso con nickname Monsena: "Dimissioni subito. Florentino ha vinto una Liga negli ultimi 8 anni.Vergona!!!". Poi ci sono i fatalisti, che ricordano come il mondo del calcio stia cambiando alla velocità della luce, i duri e puri che non vogliono rinunciare alla tradizione e quelli che si sbizzarriscono nel cercare alternative al nome 'Abu Dhabi Bernabeu' che in un futuro non lontano potrebbe essere il nuovo nome della casa del Real Madrid, il club più ricco al mondo. Un marchio da oltre 600 milioni di euro di fatturato a stagione plusvalenze comprese (dati 2013-2014 appena presentati), che sta pensando di crescere ancora legando il proprio sviluppo a un'operazione finanziaria che in Spagna sta facendo storcere la bocca a molti.

I tifosi del Real Madrid sono divisi. Anzi, contrari all'operazione di Florentino tanto che il sondaggio lanciato dal quotidiano Marca, giornale di riferimento del mondo blanco, ha raccolto una marea di adesioni (oltre 26.000 in poche ore) e fatto segnare una netta vittoria del fronte del 'No': 61,6% contro il 38,4% del 'Sì'. Nessun valore alla raccolta di pareri, ma il clima intorno all'idea di mettere sul mercato il naming del Bernabeuè questo e difficilmente Perez trovaerà un'accoglienza diversa quando porterà l'offerta araba all'assemblea dei soci. In realtà non è detto che sia destinata ad essere bocciata, tutt'altro. L'idea di ricevere almeno 25 milioni di euro nei prossimo vent'anni fino al 2034 piace molto al board del club perché coprirebbe i costi del progetto di ristrutturazione del Santiago Bernabeu consentendo di aumentare ancora i ricavi da stadio che già sono una voce pesantissima nel bilancio del Real.

Semmai a creare qualche problema potrebbe essere l'idea di colonizzazione su un prodotto tanto legato alla tradizione asturiana come il Real Madrid. L'offerta di finanziamento in cambio della sponsorizzazione viene dalla IPIC (International Petroleum Investment Company) il cui presidente è Mansour bin Al Nahyan, già vertice del Manchester City dal 2008 che ha ricoperto d'oro e di investimenti negli ultimi sei anni per tentare di entrare nell'elite del calcio europeo. C'è poi il dubbio che il naming, molto praticato nello sport Usa e anglosassone, possa essere una formula vincente anche in quello 'latino'. In Italia c'è il caso della Juventus e di Sportfive che non riesce a trovare lo sponsor per lo Juventus Stadium. Altrove il tentativo non ha ottenuto i risultati sperati. Una ricerca di Sponsorship Today del 2013 ha stimato in 580 milioni di euro all'anno il valore globale del mercato del 'naming rights' in giro per il mondo. A parte qualche eccezione sono assenti grandi marchi internazionali. A Madrid si tenta, invece, l'operazione contraria.

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