Calcio

Roma, così no! Quante occasioni sbagliate contro il Real Madrid

Dzeko e Salah, errori clamorosi prima del tracollo davanti a Cristiano Ronaldo: così i giallorossi hanno buttato via la qualificazione

FBL-EUR-C1-REALMADRID-ROMA

Giovanni Capuano

-

Serviva un'impresa e la Roma ci è andata molto più vicina di quanto non dica il risultato finale, un 2-0 che punisce i giallorossi e premia il Real Madrid. Stagione europea terminata per la squadra di Spalletti, ma chissà per quanto tempo i tifosi della Roma non riusciranno a prendere sonno ripensando alla notte del Bernabeu. Non era facile pensare di rimontare il doppio svantaggio dell'andata - e a proposito di rimpianti anche il ricordo di Kralovec e dei suoi fischi sballati fa male -, ma il Real ha tremato prima di risolvere la pratica in 180 secondi a metà ripresa.

Una beffa atroce perchè i 180 minuti hanno detto he la differenza tra i galattici di Zidane e il gruppo di Spalletti non era poi così evidente. Sembra quasi incredibile dover commentare un 4-0 complessivo, ma la legge del calcio è spietata e quando si sbaglia così tanto tutto in una sera è impossibile chiedere clemenza.

 

La Roma se l'è giocata tatticamente bene. Senza Nainggolan, bloccato dai suoi guai fisici alla vigilia, ha scelto uno schieramento ultraoffensivo per cercare di mettere in luce i difetti difensivi degli spagnoli. In campo quattro attaccanti (Dzeko, Perotti, Salah ed El Shaarawy) più Pjanic che centrocampista di contenimento certo non è. Ne è uscita una partita strana, in cui il Real Madrid ha giocato tanto e tirato di più (18 volte solo nel primo tempo, record stagionale), ma la Roma ha creato le occasioni migliori.

FINE DELLA MALEDIZIONE REAL: DOPO 27 ANNI QUALIFICATO CONTRO UN'ITALIANA

Gli errori di Dzeko e Salah

E allora bisogna aprirlo il taccuino dei rimpianti. Dzeko sciagurato al 14' del primo tempo, a tu per tu con Navas dopo il velo di El Shaarawy: sinistro sballato fuori. Poi Salah in posizione ancora migliore, leggermente spostato sul destro: rete esterna (28' pt). E nella ripresa l'egiziano con un rigore in movimento che pareva destinato al gol: nulla (5' st). Poi Florenzi, bravo a lavorarsi un pallone al limite dell'area di rigore e sfortunato a trovare uno scatenato Navas sulla sua strada così come Manolas pochi istanti più tardi.

I graffi di Ronaldo e James Rodriguez (minuti 19 e 22 della ripresa) hanno chiuso la contesa. Ma i rimpianti restano intatti, così come i complimenti per una squadra italiana che è andata a giocarsi il sogno al Bernabeu senza tralasciare alcuna delle armi a disposizione. E' andata male, ma questa sconfitta non è nemmeno paragonabile alle umiliazioni patite contro Bayern Monaco e Barcellona.

Il Bernabeu ha apprezzato e applaudito. Il saluto più intenso lo ha riservato a Francesco Totti che Spalletti ha buttato dentro a un quarto d'ora dalla fine: il sogno era finito, ma c'era una passerella da onorare e il Capitano lo ha fatto volentieri, accolto con ammirazione da un pubblico che avrebbe potuto essere suo. Altri tempi.


Lo sfogo di Spalletti

Durissimo Spalletti a fine gara, arrabbiato con i suoi per l'atteggiamento nel dopo partita: "Se siamo contenti o tranquilli dopo aver perso due partite 2-0, allora mi viene l’angoscia: dobbiamo crescere velocemente, bisogna fare meglio. Non voglio tirare dentro il lavoro di chi mi ha preceduto, che comunque è stato un buon lavoro: ognuno ha i suoi metodi. Dico solo che dobbiamo fare dei balzi, non dei passettini in avanti, perché la nostra rosa ce lo permette. Quando in spogliatoio vedo i volti tranquilli dei giocatori che aspettano di farsi fare i complimenti per la buona prestazione, mi viene una sensazione di malessere".

© Riproduzione Riservata

Commenti