La Champions League rimane maledetta per la Juventus. Come a Berlino nel 2015 ma con un gusto ancora più amaro perché questa volta l'impresa sembrava alla portata dei bianconeri. Invece no. Il Millennium Stadium respinge l'assalto di Buffon e compagni e consegna la leggenda al Real Madrid.

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Mai nessuno era stato capace di salire sul tetto d'Europa due volte di fila da quando la Coppa dei Campioni è diventata Champions League. Ci riesce Zidane ed è un trionfo meritato. Il 4-1 finale brucia sulla pelle della Juventus, ma la verità è che i bianconeri si sono smarriti nella notte più importante.


L'uomo che scrive la storia si chiama Cristiano Ronaldo. Doppietta che gli consegna Champions League, titolo di cannoniere con sorpasso su Messi e Pallone d'Oro: sarà impossibile veder premiato qualcun'altro e CR7 si è confermato semplicemente letale nelle occasioni che contano.

Il suo è un successo meritato come quello del Real Madrid. I blancos non partivano chiaramente favoriti alla vigilia ma non hanno sbagliato nulla. Al contrario della Juventus che ha giocato per una ventina di minuti e poi, incassata la rete di Ronaldo sulla prima ripartenza, non ha più saputo imporsi. Anche se il pareggio di Mandzukic è arrivato rapido.

Perché la Juventus ha perso

Lasciando stare la maledizione delle finali (persa la numero 7 su 9 e la quinta consecutiva), la Juventus ha pagato il crollo del Muro nella partita più importante e difficile della stagione. Solo due volte aveva incassato più di due reti quest'anno: Marassi contro il Genoa e Olimpico contro la Roma. 

Il rendimento in Europa, però, era stato da record. In un colpo solo Buffon ha preso più gol quanti nei precedenti 1.080 minuti: 12 partite. Un tracollo inatteso e per questo doppiamente doloroso.


Errori individuali e tattici - Tutte le reti del Real Madrid sono nate da sbavature della Juventus. Mancata copertura sul contropiede del vantaggio, uscite imprecise nella ripresa che hanno spalancato la porta all'uno-due micidiale di Casemiro e dello stesso Ronaldo. Troppo per una finale di Champions dove sono i dettagli a fare la differenza.

Giocatori sottotono - Allegri non ha ricevuto tutto quanto poteva attendersi dai suoi. Dybala troppo leggero, Dani Alves e Alex Sandro bloccati dalla ragnatela difensiva del Real che Zidane aveva disegnato per fermare le fasce. Anche dietro c'è stata qualche crepa di troppo.

Crollo fisico e mentale - La sorpresa maggiore, però, è stato l'approccio della ripresa: molle e difensivo, diverso da quello iniziale in cui Pjanic aveva orchestrato una squadra che pareva perfetta. Prima dell'uno-due da ko c'erano state avvisaglie evidenti del cedimento: errori continui, fiducia persa, palleggio impreciso. Non è bastato per invertire la tendenza.

Perché il Real Madrid ha vinto

Il verdetto di Cardiff conferma la grandezza del Real Madrid. Se una squadra vince 12 delle 15 finali cui prende parte significa che ha dentro qualcosa di speciale e che attraverso la sua storia epoca dopo epoca. Il simbolo è Sergio Ramos, capitano della Dodicesima, indomito sempre. Anche quando le cose sembrano precipitare.

Ronaldo si prende il Pallone d'Oro - Il portoghese lascia il segno a Cardiff e la doppietta gli consegna anche il quinto Pallone d'Oro di una carriera fantastica. Raggiunge Messi nella stagione in cui, grazie a Zidane, ha imparato a razionare i suoi sforzi. Scelta che gli allungherà la vita in campo.

La rivoluzione di Zidane - Il trionfo di Cardiff certifica anche che Zizou è un allenatore vero. In tanti avevano storto il naso nel giorno dell'investitura di Perez, lui ha preso il disastro di Benitez e lo ha trasformato in una doppietta leggendaria con il contorno di una Liga vinta sul Barcellona. Alzi la mano chi lo riteneva possibile.

Isco, Bale e Casemiro - Il primo e il terzo sono stati protagonisti della finale di Cardiff. Il gallese l'ha vista dalla panchina per oltre un'ora. Non era facile essendo l'idolo di casa e Zidane ha avuto la forza di imporre la sua linea. Il Real Madrid è cresciuto anche per questo. Non era la più forte in partenza, ha vinto la Champions eliminando nell'ordine Napoli, Bayern Monaco, Atletico Madrid e Juventus. Semplicemente fantastico.

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