La sfida degli ultras: "Chiuderemo tutti gli stadi"

Il ricatto delle tifoserie di Milan, Inter e Juve: "Nel prossimo week end cori e striscioni discriminatori" - ecco come il calcio si è messo nei guai - le nuove norme  - l'allarme del Viminale

Giovanni Capuano

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E' una sfida totale al mondo del calcio. Gli ultras italiani si alleano per fermare il campionato nel tentativo di far saltare norme che ritengono un sopruso. Un tam tam avviato dalla Curva Sud del Milan dopo la notizia della squalifica di San Siro per un turno, proseguito dagli ultras dell'Inter e portato a compimento da quelli della Juventus con il coordinamento di azioni clamorose che - regole alla mano - provocheranno la chiusura di parecchi stadi, sconfitte a tavolino e penalizzazioni in classifica.

Guerra di trincea e senza possibilità di mediazioni. Un vero e proprio ricatto ai rispettivi club, alla Lega e alla Figc che sono chiamate a trovare una soluzione. La quadratura del cerchio dopo ore di frenetici messaggi arriva in serata e sono i gruppi della Curva Sud della Juventusa trovarla "invitando tutta la tifoseria juventina, in occasione della trasferta a firenze del 20 ottobre a cantare insieme a noi i “famigerati” cori di discriminazione territoriale e a tutte le tifoserie di unirsi alla nostra protesta esponendo striscioni e cantando i sopracitati cori in tutti gli stadi venerdi 18, sabato 19 e domenica 20 ottobre 2013".

Prima era stata la Curva Nord dell'Inter a farsi sentire, esprimendo solidarietà ai colleghi milanisti, richiamandosi alla provocazione choc dei napoletani e chiamando alle armi tutte le curve italiane: "Siamo pronti e auspichiamo che tutte le curve facciano cori discriminanti per arrivare ad una domenica di chiusura totale degli stadi!!! Difficile la contemporaneità, probabilmente meno difficile coordinarsi, più facile ancora FARLO piuttosto che dirlo o scriverlo". Una dichiarazione di ostilità chiara e senza bisogno di interpretazioni.

Ad aprire le ostilità erano stati i tifosi del Milan: "Noi non abbassiamo la testa di fronte a questi soprusi e ci auguriamo che tutta Italia abbia presente a che cosa andiamo incontro. Ci stanno togliendo il diritto di esprimere il nostro tifo e saremo ben felici di scoprire quanto un campionato giocato a porte chiuse sia interessante per i mercati esteri, creando un buco al sistema calcio". Ricatto la parola giusta. Sfida finale quella che attende Figc, Lega e società non appena la nazionale avrà restituito al campionato la sua attualità.

Cosa accadrà nel week end del 18-19 e 20 ottobre? Impossibile prevederlo e difficile che la Figc cambi le norme in corsa per evitare il ricatto degli ultras. Abete lo ha lasciato capire, ricordando che l'impianto deriva dalle volontà dell'Uefa, e i margini per tornare indietro sono davvero ristretti oltre al fatto che farlo ora suonerebbe come resa totale. Allarme rosso, dunque. Suona forte e oggi nessuno sa come uscire da questa situazione.

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