Calcio

Lazio, la curva resta aperta. Il verdetto del Giudice sul razzismo a San Siro

Ultras puniti con la sospensiva. Ululati e cori contro Bakayoko non sono sufficienti per chiudere la Nord per la finale di Coppa Italia

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Giovanni Capuano

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La Curva Nord dell'Olimpico non sarà chiusa nella finale di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio. Niente squalifica con effetto immediato per gli ultras laziali, protagonisti della notte di San Siro con cori e ululati razzisti. Il Giudice Sportivo ha analizzato le relazioni degli ispettori federali e ha deciso che il comportamento discriminatorio c'è stato e va sanzionato con una gara a settore sbarrato ma, non essendo la Lazio sotto diffida o con provvedimenti congelati, la chiusura resta congelata per un anno e non può avere impatto immediato.

Il Giudice Sportivo ha preso atto che i cori "espressione di discriminazione razziale" verso Kessié e Bakayoko hanno visto protagonista attivo il 90% del 4.049 occupanti il terzo anello verde di San Siro. Dunque percepibili per dimensione reale e segnalati da tutti e tre i collaboratori della Procura federale.

Cori attribuibili alla tifoseria che nelle gare casalinghe occupa "la parte centrale in basso della Curva Nord" che subisce il provvedimento della chiusura con sospensione condizionale per un anno. Dovesse ripetersi il fatto, quel settore verrebbe chiuso dovendo scontare in aggiunta anche questa giornata.

Quel video come un atto d'accusa

Il Milan aveva denunciato con forza quanto accaduto nella notte di San Siro, lamentandosi ufficialmente per l'assenza di intervento da parte della Procura federale, ricordando le norme che consentono interruzione e sospensione di una partita e criticando in maniera aspra la grande esposizione mediatica (anche da parte di esponenti politici) e la condanna della Figc solo per l'episodio della maglia di Acerbi esposta come trofeo da Kessié e Bakayoko.

Una rabbia montata anche per il silenzio seguito ai cori razzisti dei tifosi laziali in trasferta a Milano, sintetizzati in un video pubblicato da @nonevoluto sui canali social e girato - per racconto del presidente Scaroni - anche ai vertici di Federcalcio e Coni per evidenziare quanto accaduto: 13 minuti e 32 cori e ululati che rappresentano per il mondo Milan il documento di una serata di vergogna.

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