Calcio

Italia verso il tris in Europa League: continua la scalata

Dopo il Napoli (che vince sempre), anche la Lazio si qualifica. Fiorentina a un passo e il ranking Uefa ne beneficia

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Giovanni Capuano

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E' stata una buona settimana d'Europa per il calcio italiano. La figuraccia della Roma è stata assorbita dalla vittoria della Juventus contro il Manchester City e dall'ottimo comportamento in Europa League delle nostre rappresentanti. Tre vittorie, un pareggio e una sola sconfitta è il bilancio finale, che porta in dote la qualificazione raggiunta dalla Juve (Champions) e dalla Lazio (Europa League); alla Fiorentina manca davvero poco e la Roma dovrà solo non buttarsi via.

Anche la nostra volata con l'Inghilterra nel ranking Uefa ne beneficia. Tre giorni di partite ci hanno permesso di rosicchiare qualche centesimo di punto. Poco, ma la Premier League si è risvegliata e quest'anno sta correndo; il loro bilancio è stato di 4 vittorie su 6 partite e 1,125 punti contro i nostri 1,166.

Ora gli inglesi sono lontani da noi 3,055 (erano 3,095 due settimane fa): 69,659 loro contro i nostri 66,605. Davanti a tutte ci sono sempre le inarrivabili Spagna e Germania, dietro c'è il vuoto e la situazione potrebbe migliorare nei prossimi mesi. Con il sesto turno scatteranno anche i bonus per il passaggio agli ottavi di Champions, già raggiunti da Juventus e Manchester City: valgono 0,625 per ciascuna inglese (5 diviso 8) e 0,833 per le italiane (5 diviso 6).

Il Napoli sa solo vincere

Nemmeno una squadra imbottita di riserve, il gelo di Bruges e la preoccupazione per l'allarme terrorismo ha fermato il Napoli di Sarri. Vittoria anche in Belgio (1-0 gol di Chiriches) che significa 5 su 5 e un punteggio record in Europa League. I partenopei avevano in testa la sfida scudetto di lunedì sera contro l'Inter, ma non hanno comunque preso sotto gamba l'impegno che poteva essere derubricato a semplice amichevole: segnale di forza e di una grande condizione fisica e psicologica.

Fiorentina, che beffa: qualificazione rinviata

Paulo Sousa ha tenuto fede alle parole della vigilia e non ha mandato in campo le riserve a Basilea. Forse voleva anche vendicare il ko dell'andata contro la sua ex squadra e gli è andata male per poco perché i viola sono stati protagonisti di una partita intensa e intelligente. In vantaggio grazie alla doppietta di Bernardeschi, la Fiorentina è stata rimontata da Suchy ed Elneny nel finale.

Ci sono un paio di motivi per recriminare: la follia di Roncaglia che ha costretto in dieci i suoi compagni per oltre un'ora e l'errore del direttore di gara che in apertura non ha concesso un netto calcio di rigore per fallo di mano di Elneny su azione personale di Ilicic. Peccato, perchè per 74 minuti la squadra di Sousa ha assaporato il gusto della qualificazione diretta ai sedicesimi che alla fine è andata, invece, al Basilea.

Il pareggio contemporaneo tra Belenenses e Lech Poznan (0-0) spiana comunque la strada verso la seconda fase. Nell'ultima partita al Franchi contro i portoghesi basterà pareggiare per tagliare il traguardo: non un'impresa impossibile ricordando il poker rifilato all'andata agli avversari.

Lazio, tre calci alla crisi

Pioli chiedeva all'Europa League un po' di serenità dopo aver visto traballare la sua panchina. La vittoria sul Dnipro gli regala una tregua e anche il pass aritmetico per i sedicesimi di finale che sarebbero stati raggiunti anche con un pareggio. Meglio così, però, perchè la temperatura a Formello è sufficientemente calda per sopportare altri scossoni.

In un Olimpico deserto ci hanno pensato Candreva, Parolo e Djordjevic a mettere al sicuro la vittoria. In mezzo c'è stato il momentaneo pareggio di Bruno Gama ma i biancocelesti sono parsi sempre padroni della situazione. Largo turn over per non rischiare troppo: 9 undicesimi di formazione cambiati per raggiungere l'obiettivo.

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