Calcio

Ranieri e il ricordo della Lazio che si scansò contro l'Inter

2 maggio 2010, i nerazzurri si presero mezzo scudetto all'Olimpico. I tifosi laziali non volevano favorire la Roma, ma la squadra se la giocò

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Giovanni Capuano

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Sono passati nove anni e un giorno, eppure quel Lazio-Inter del 2 maggio 2010 continua a far discutere. Fu l'ultimo, vero, ostacolo per i nerazzurri di Mourinho sulla strada dello scudetto che avrebbe poi fatto da apripista alla conquista del Triplete. Un tricolore virtualmente perso con il sorpasso della Roma a inizio aprile e ritrovato quasi per caso nella serata della clamorosa caduta dei giallorossi in casa con la Sampdoria il 25 aprile.

La trasferta all'Olimpico con la Lazio rappresentava per l'Inter l'ultima salita impegnativa prima della discesa (non sarebbe stata tale) contro Chievo e Siena. Così come nel 2002 i tifosi della Lazio chiesero ai giocatori di scansarsi per lasciar strada ai nerazzurri, gemellati, ma soprattutto per evitarsi la beffa dello scudetto ai rivali della Roma. Allora il titolo finì alla Juventus, nel 2010 la storia è stata diversa ma, a rileggere le cronache dell'epoca, non come Claudio Ranieri che sedeva sulla panchina della Roma ricorda.

Il tecnico testaccino ha buttato lì a nove anni di distanza un "così è stato" come risposta alla domanda sul fatto che la Lazio si fosse scansata, che riapre il dibattito. Ormai si tratta di storia e non di cronaca, ma proprio per questo vale ricordare come andò quella sfida giocata all'Olimpico il 2 maggio 2010.


Lazio-Inter 0-2, ecco cosa successe

L'Inter vinse per 2-0 segnando una rete per tempo e dovendo attendere oltre 40 minuti per trovare il vantaggio con un colpo di testa di Samuel prima del raddoppio di Thiago Motta nella ripresa. Merito soprattutto del portiere uruguaiano Muslera, il migliore dei suoi. Un autentico muro nel respingere le occasioni degli attaccanti di Mourinho che, va ricordato, attraversavano un momento di forme notevole che sarebbe culminato nelle successive tre settimane nella conquista del Triplete.

I nerazzurri, raccontano le cronache di quel giorno, attaccarono per tutta la gara mettendo in difficoltà la formazione che Reja (squalificato) aveva schierato con praticamente tutti i titolari in campo ad eccezioni di Rocchi e Stendardo. C'erano Muslera, Mauri, Kolarov e Lichtsteiner - i quattro con più presenze alla fine del campionato - e anche Zarate, Radu e Brocchi oltre a Baronio.

Ci fu un clima strano, come c'era stato il 5 maggio di sette anni prima. Un clima che non aveva impedito a Poborsky e compagni di passeggiare sui resti dell'Inter di Cuper, in rottura fisica e psicologia continuata, ma che non spinsero la Lazio di Reja all'impresa. 

Si scansarono i biancocelesti? Certamente avevano meno motivazioni dell'Inter, anche se la salvezza fu sigillata solo la settimana successiva a Livorno. Forse, però, semplicemente si trovarono di fronte una squadra superiore, cattiva al punto giusto e motivata dalla possibilità di prendersi uno scudetto che sembrava perso fino al regalo della Roma contro la Sampdoria.

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