Calcio

Raiola e il Milan: ritorno di un amore (con tanti affari)

Il procuratore di Donnarumma, Romagnoli e altri rossoneri torna a parlare con il club dopo l'era delle liti con Fassone e Mirabelli

mino raiola milan procuratore

Giovanni Capuano

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Il lungo incontro tra Mino Raiola e i dirigenti di mercato del Milan (Boban e Maldini in testa) ha certificato la fine della guerra fredda che ha contrapposto il potente procuratore alla real casa rossonera. Una vicenda che ha tenuto banco nell'estate 2017, quella del tormentato rinnovo di Donnarumma, tra insulti, dispetti, accuse e repliche in un crescendo rossiniano, culminato con la firma del portiere assistito solo dal padre, con avvocato ed entourage fuori dalla stanza per scelta.

Raiola e il Milan (quel Milan) erano diventati nemici con il primo additato come simbolo delle vecchie pratiche da cancellare. Basta super commissioni e basta giocatori presi su segnalazione dell'agente che, pure, era stato una delle spalle preferite di Adriano Galliani in tanti momenti della sua lunga militanza al Milan.

Ancora oggi i protagonisti del Milan 'cinese' rivendicano quella scelta come atto di trasparenza. L'epoca di Li, però, è finita in fretta e il nuovo Milan targato Elliott ha ripreso a parlare con Raiola come con qualsiasi altro procuratore. Mino è rientrato dalla porta principale dopo essere stato allontanato dalla finestra e nel frattempo si è anche preso la procura di Romagnoli ed è in procinto di ufficializzare (voci di corridoio) quella dello spagnolo Suso.

Aggiungendo Donnarumma e Bonavenura fanno un bel pacchetto di motivi per tornare a discutere serenamente, ciascuno con il proprio ruolo. Se non sarà amore, sarà convenienza. Il rinnovo del portierone numero 99, il cui contratto scade nel giugno 2021, è la priorità assoluta per il club rossonero, più ancora della suggestione del ritorno di Ibrahimovic (altro assistito di Raiola) che si consumerà nell'arco di qualche settimana.

Cosa succederà su Donnarumma? Gli scenari sono aperti, l'unica certezza di Casa Milan è che la trattativa, per quanto difficile e aspra, sarà 'normale' e viaggerà sui consueti binari. Il che significa ascoltare le attese di calciatore e procuratore e disegnare insieme un percorso in cui il club - qualunque sia l'esito finale - non sarà preso per la gola dalle necessità di cassa, di risparmio o di capire in fretta le mosse giusto visto l'avvicinarsi della scadenza.

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