Quagliarella e gli altri giocatori in castigo

La Lazio di Lotito quella con più casi ma anche la Juventus si difende. A Cagliari prendono di mira i portieri mentre il record è della Ternana

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Matteo Politanò

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Fabio Quagliarella "non è fuori rosa" e la Juventus "non ha mai pensato di prendere una decisione di questo tipo perché non ne sussistono i motivi". Beppe Marotta ha parlato all'Ansa cerchiando di mettere chiarezza su una vicenda inaspettata e che coinvolge uno dei maggiori talenti italiani degli ultimi dieci anni. L'ex punta di Napoli, Sampdoria e Udinese è stata esclusa dalla lista per l'Europa League dopo una sessione di mercato segnata dai suoi rifiuti a lasciare Torino. "I regolamenti delle competizioni internazionali impongono scelte magari spiacevoli, ma obbligate, e così è stato in questo caso. La sua esclusione dalla lista Uefa non può essere vissuta come una mancanza di rispetto". Il procuratore di Quagliarella Bozzo ha replicato: "Non si può impedire ad un professionista di onorare il suo contratto".

La sensazione è che la Juventus avrebbe voluto cedere l'attaccante fino all'ultimo giorno di mercato ma i continui rifiuti lo hanno reso un separato in casa. Disaccordi con la società e rottura totale, sei un esodato. Sotto contratto ma che "non rientra nei piani della società". In questo la Lazio di Lotito si è distinta non poco e negli ultimi anni si sono ritrovati ad allenarsi da soli in tantissimi: Cavanda, Ledesma, Pandev, De Silvestri, Zarate, Foggia, Barreto, Diakité (ora nuovamente in Italia, alla Fiorentina), Negro, Dino Baggio, Sani Emmanuel, Sculli, Cinelli, Di Mario, Mendicino, Zauri, Artipoli, Chirico, Manfredini e Matuzalem.

Fino a pochi mesi fa c'era il "gruppetto di Bogliasco" che nei periodi più tribolati della storia recente alla Sampdoria vedeva Maresca fuori rosa durante la gestione Rossi. A non rientrare nei piani erano in tanti, per un periodo anche Angelo Palombo (393 partite con la Samp, quarto giocatore di sempre per presenze) era stato messo fuori rosa. La storia degli epurati in divisa bianconera vede in Quagliarella l'ultimo di una serie indimenticata di errori e tagli netti: Amauri, Iaquinta, Elia, Krasic, Martinez, Ziegler e Toni per dirne alcuni. Il Cagliari ha una tradizione tutta sarda nell'epurazione dei portieri: da Marchetti che fece causa ai sardi per mobbing fino ad Agazzi che è stato prima messo alla porta invece che in porta e poi ceduto al Chievo la scorsa settimana. Mobbing anche a Catania per l'eclatante caso di Pantanelli, che nel 2007 venne escluso dagli allenamenti e denunciò la società insieme a Biso e Falsini.

Ljajic era stato messo da parte la scorsa estate prima del suo passaggio alla Roma, Sneijder era andato via da Milano con un finale non all'altezza della sua storia nerazzurra. Tormentata anche la storia di Andujar a Catania che nei giorni scorsi si è accordato con il Napoli pur restando in Sicilia fino a giugno. Gli allenamenti separati, il modo più dolce per chiamare spesso (ma non sempre) i fuori rosa, sono stati il più forte tema di discussione nell'ultimo contratto collettivo tra la Lega e i calciatori. Fatto sta che se Marotta dice "non è fuori rosa ma un attacco febbrile" le opinioni non possono ignorare la voce ufficiale della società.

Il divorzio nel calcio non è cosa rara e spesso nasce dalle stesse situazioni: la più tipica è il freddo sul rinnovo contrattuale con la società che vuole vendere il giocatore per ottimizzare il guadagno sul cartellino e il tesserato che vuole arrivare allo svincolo. O accetti la cessione o rinnovi... Niente da fare, meglio sei mesi pagati con la possibilità di allenarsi a parte. Il termine mobbing ha avuto il suo boom di utilizzo nel 2010 quando Pandev Goran Pandev ottenne lo svincolo dalla Lazio e il risarcimento, svincolo che non ottenne Ledesma (il club lo reintegrò). In entrambi i casi i giocatori avevano denunciato il comportamento della società che li teneva da separati in casa non avendo i due accettato di prolungare il contratto che sarebbe andato in scadenza l’anno successivo. Contestarono il mobbing alla Lazio anche Dino Baggio e Paolo Negro, che vinsero la causa nel 2004. Nel 2008 fu invece Giulio Falcone ad imputare al Parma la violazione dell’art. 7, a causa dell’ostracismo del tecnico Cagni: la situazione si risolse ad un passo dall’udienza, quando l’esonero del tecnico e l'arrivo di Guidolin fece reintegrare il difensore in squadra. Nel 2006 Luis Jimenez denunciò il comportamento della Ternana, che nel 2008 fu accusata anche da un'altra decina di calciatori. Accadde in serie C e tre di loro ottennero svincolo e danni: si trattava di Fattori, Corrent e Oshadogan, tutti con un passato in A. La Ternana fu anche penalizzata di 1 punto, ma successivamente la penalizzazione fu revocata.

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