Calcio

Psg, il metodo-Uefa: via le sanzioni del fair play finanziario

Il club parigino indicato come modello per aver messo in equilibrio il bilancio. Niente più limiti sul mercato e rosa a 25 giocatori

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Giovanni Capuano

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Il Psg potrà tornare a operare liberamente sul mercato, senza dover più sottostare ai limiti imposti dalle sanzioni del fair play finanziario. Dopo le riforme volute da Nyon ecco un altro colpo all'impianto delle regole Uefa sui bilanci delle società di calcio, già duramente messe alla prova dalla sentenza del Tribunale di Bruxelles che ha congelato la regola del pareggio di bilancio riportando la lancetta indietro nel tempo (l'Uefa ha fatto ricorso). Il club parigino è stato ritenuto dai giudici contabili di Nyon nuovamente virtuoso per essere riuscito a raggiungere con un anno di anticipo il pareggio nei conti. Poco importa alla Uefa che il risultato sia stato ottenuto con l'immissione massiccia di denato da parte correlata (Qatar Tourism Authority), che pure è stato conteggiato secondo criteri di fair value e di mercato. A Platini è bastata la correzione di rotta e, così, l'Uefa ha liberato il Psg da tutti i lacciuoli del patteggiamento di appena un anno fa.

In concreto i dirigenti parigini potranno fare mercato senza più il limite di operazioni da 60 milioni di euro e potranno iscrivere alla prossima Champions League la rosa completa da 25 giocatori e non più limitata a 21. Un bel vantaggio che rimette il Psg in corsa per molti obiettivi (Pogba?), dopo che per alcuni mesi era stato impossibile partecipare alle maggiori aste europee. Anche la questione Ibra cambia forma, perché potendo ora reperire sul mercato un eventuale erede senza limiti di spesa, lo svedese potrebbe anche partire a costo zero o quasi. Il Psg aveva chiuso il bilancio 2013-2014 con un rosso di soli 302mila euro e un fatturato da 474 milioni di cui una parte consistente (270 milioni) alla voce 'altri ricavi'.

Risultato ripetuto anche nell'ultima stagione (dati non ancora disponibili) e che certifica una verità: solo aggirando il fair play finanziario come hanno fatto gli sceicchi arrivati in Francia si poteva costruire un progetto sportivo vincente. Il Psg ha visto crescere il suo fatturato di oltre quattro volte (da 100 milioni nel 2011 ai 474 del 2014 con proiezione oltre i 550 entro il 2016) e ha visto esplodere anche le altre voci, quelle regolari, del bilancio: diritti tv (da 44 a 85), stadio (da 18 a 39). Numeri in linea con la riforma voluta da Platini e appena votata dal Comitato esecutivo Uefa per favorire l'ingresso di nuovi investitori. La beffa è che restano tagliati fuori quasi solo i club italiani che non hanno rispettato i parametri senza, però, aggirarli con spese folli. Un paradosso di cui i dirigenti del calcio europeo dovrebbero prima o poi occuparsi, mentre quelli italiani hanno accettato le nuove regole - penalizzanti allo stesso modo perché escludono i club sotto sanzione - senza fiatare.

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