Calcio

La rivoluzione della Premier League: partite anche il venerdì sera

Il torneo più ricco del mondo a caccia di altre sterline: dal 2016 cade il tabù e si allunga lo spezzatino televisivo

Manchester United vs Stoke City

Giovanni Capuano

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La Premier League rompe l'ultimo tabù e si appresta ad allungare al venerdì sera il proprio spezzatino, così da rendere più ricca e appetitiva la gara per i diritti tv del triennio 2016-2019. Una rivoluzione che fa discutere i tifosi Oltremanica e che ha creato non poche polemiche, nella patria del calcio e nel campionato che per primo ha avviato la tradizione del Monday Night, la partita posticipo del lunedì sera che è stata poi copiata anche da altre nazioni. La rivoluzione avverrà a partire dalla stagione 2016-2017 e significa in concreto la possibilità per le tv broadcaster di trasmettere live 168 partite a stagione contro le 154 attuali. Un incremento che servirà a invogliare offerte più consistenti, anche perchè il sistema di cessione dei diritti impedirà ogmni forma di monopolio tenendo in vita tutti i competitors.

La Premier League, a differenza di quanto accade in Italia con la serie A e nel resto d'Europa con i principali campionati, non consente di trasmettere in diretta tutti gli incontri di ogni singola giornata. Una forma di protezione per le politiche di richiamo negli stadi da parte dei club che ha sempre dato i suoi frutti. La giornata tradizionalmente dedicata al torneo è il sabato pomeriggio. Ora, però, tranne in occasione delle pause delle nazionali o quando seguono gli impegni di Champions League ed Europa League, lo spezzatino diventerà su quattro giornate. Nell'ultima asta, che conclude i suoi effetti al termine della stagione 2015-2016, la Premier League ha incassato 3,018 miliardi di sterline da Sky e British Telecom, il contratto più ricco tra tutti i campionati europei.

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