Balotelli, Immobile e Verratti: 5 domande a Prandelli

Mancano due mesi al Mondiale e il ct ha scoperto le carte. Certezze (molte) e dubbi (laceranti) sulla strada del Brasile per una nazionale ancora senza obiettivo dichiarato...

Cesare Prandelli – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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I giocatori certi di salire sull'aereo per Rio de Janeiro sono 16, forse 18. Quelli che anora possono sperare non arrivano a 20. Tutti gli altri hanno la quasi certezza che il Mondiale lo guarderanno alla tv tifando per una nazionale che sta cambiando rapidamente faccia, anche se mancano solo due mesi all'appuntamento che vale una vita. Non sono molti i punti fermi per Prandelli e questo è un po' colpa delle cattiva sorte, sotto forma di infortuni e colpi di testa disciplinari, un po' una fortuna. Le ultime settimane del campionato hanno mischiato le carte e portato alla ribalta giovani che fino a lì erano rimasti nella penombra. Cosa fare? Convocarli lasciando a casa qualche senatore oppure puntare sull'esperienza e sull'usato sicuro?

Dopo i test fisici di Coverciano un primo bilancio è, però, possibile. Al netto di infortuni nelle ultime settimane della stagione e sperando che nessuno si lasci andare a gesti sconsiderati da 'codice etico', ecco la lista dei sicuri e di coloro che lottano per un posto tra i 23 della rosa azzurra.

PORTIERI: Buffon e Sirigu (Perin e Scuffet per la terza maglia)

DIFENSORI: Barzagli, Bonucci, Chiellini, De Sciglio, Paletta e Romulo (Maggio, Criscito, Abate, Ranocchia e Astori per un posto)

CENTROCAMPISTI: Candreva, Marchisio, De Rossi, Montolivo, Pirlo e Thiago Motta (Aquilani, Verratti, Parolo, Diamanti e Giaccherini per gli ultimi due posti)

ATTACCANTI: Balotelli, Gilardino e Cerci (Cassano, Rossi, Destro, Immobile, Insigne e Osvaldo per due maglie).

Tutto chiaro? Non troppo. Ecco le cinque domande che poniamo al ct Prandelli a due mesi dal Mondiale. Dubbi che accompagnano le sue scelte e che animano le discussioni da bar sport. Perché alcuni sì e altri no? Perché si parla male dei giovani e poi li si lascia a casa?

BALOTELLI E' ANCORA IL LEADER DI QUESTA SQUADRA? - Domanda che emerge da alcune delle ultime riflessioni di Prandelli e che porta dritto al cuore del problema. Costruire l'Italia attorno a Supermario è un azzardo, ma cambiare in corsa con così poco tempo a disposizione non rischia di essere un boomerang? E poi quali sono le alternative? Quale modulo userà Prandelli in Brasile? E la bocciatura (mezza bocciatura) di Balotelli è solo per questioni disciplinari e caratteriali oppure c'è una valutazione negativa anche su quello che l'attaccante può dare in campo?

DESTRO O IMMOBILE MERITANO MENO DI BALOTELLI? - Ci sono tre attaccanti nel campionato italiano. Uno ha segnato 13 gol (la metà tra rigori e punizioni) non trovando mai continuità e facendo collezioni di cartellini e squalifiche. Gli altri stanno volando (19 reti e capocannoniere) oppure sono rientrati da un brutto infortunio e hanno una media gol spaventosa (una rete ogni 85'). Se il primo non si chiamasse Balotelli, siamo sicuri che il ct punterebbe su di lui lasciando a casa uno degli altri due? E in generale, ha senso rinunciare a uno tra Immobile e Destro per preferire l'esperienza internazionale di Gilardino, utile come riserva da giocarsi nei momenti di difficoltà?

SI PUO' LASCIARE A CASA VERRATTI? - Spiegando che il talento del Psg in nazionale "si è proposto solo per il ruolo che è di Pirlo" e che la sua convocazione a intermittenza è stata anche "questione di disponibilità tattica da parte sua", Prandelli ha lasciato intendere che la mancata chiamata di Verratti per il Brasile è ipotesi concreta. Stiamo parlando del talento migliore del calcio italiano, giovane (21 anni) e che da due anni guida il centrocampo di uno dei club più importanti ed ambiziosi d'Europa. Ha senso pensare di lasciarlo a casa? Con che faccia si rinuncia a lui e poi si fa la predica a presidenti e dirigenti accusandoli di non puntare sui ragazzi e di essere ancorati sempre ai soliti nomi e schemi?

CASSANO E' UNA SOLUZIONE O UN PROBLEMA? - Prima escluso eccellente. Poi ripescato a furor di popolo. Adesso che il rientro di Pepito Rossi non è più un sogno impossibile da realizzare, Prandelli è tornato a essere freddino su Cassano. Nessuna corsia preferenziale per lui (e ci mancherebbe), però sorprendono le montagne russe su cui il rapporto tra il ct e Fantantonio sembrano destinate a restare fino al Mondiale e, forse, anche durante. Se non era convinto, perché Prandelli ha riaperto le porte a Cassano?

QUAL E' L'OBIETTIVO DI QUESTA NAZIONALE? - Sappiamo chi va in Brasile per vincere e chi lo fa come comparsa. Abbiamo chiaro chi ha un primo posto in griglia e chi no. E l'Italia? Siamo passati dall'euforia per la qualificazione a tempi da record, alla depressione per un sorteggio difficile. Poi Prandelli ha spiegato che la nostra nazionale non deve temere nessuno. Infine, tra una battuta e l'altra, ci è stato detto che sarebbe già un successo superare il primo girone (difficile) con Inghilterra e Uruguay. Cosa andiamo a fare in Brasile? Qual è il nostro obiettivo?

 
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