Calcio

Bentornato Prandelli! Esilio finito, torna in Serie A con il Genoa

L'ex ct non allenava in Italia dal Mondiale del 2014 (dopo il quale si era dimesso). Dopo Galatasaray, Valencia e Al-Nasr ecco la panchina di Preziosi

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Giovanni Capuano

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Bentornato Cesare Prandelli! Milleseicentoventicinque giorni dopo il pomeriggio di Natal, quella maledetta partita contro l'Uruguay che sancì l'eliminazione dell'Italia dal Mondiale del Brasile, il mesto ritorno a casa, le dimissioni di ct e presidente federale e, in estrema sintesi, l'inizio dell'esilio di uno dei tecnici più preparati e corretti del nostro pallone.

Prandelli torna su una panchina italiana esattamente 4 anni, 5 mesi e 12 giorni dopo. Prende in corsa il Genoa di Preziosi, passato dalle mani di Ballardini a quelle di Juric prima di finire in quella dell'uomo che nel 2012 aveva portato la nazionale a un'entusiasmante finale europea a Kiev e due estati più tardi si era dovuto misurare con la delusione più concente.

Visto quanto accaduto dopo, con un ct nemmeno qualificato al Mondiale che ha scelto la strada delle mancate dimissioni, il gesto di Prandelli quel giorno a Natal ha assunto un significato doppio: assunzione di responsabilità e dimostrazione di grande dignità.

 

Eppure non gli era valso la restituzione di un posto nel calcio italiano, anche per colpa dello stesso Prandelli che non ha mai nascosto di aver peccato di fretta nell'accettare subito la panchina del Galatasaray inaugurando una serie di avventure negative. Tutte all'estero. Dalla Turchia (142 giorni prima dell'esonero) alla Spagna con il Valencia (94 giorni e 6 punti in 8 giornate) per concludere con l'Al-Nasr negli Emirati.

Troppo poco per un tecnico che, prima dell'avventura azzurra, aveva incantato per qualità di lavoro e gioco a Firenze e, prima ancora, a Verona e Parma. "Ho il fuoco dentro e sarò pronto in caso di chiamata" aveva detto in estate, quando si profilava un'altra stagione seduto a guardare: "Voglio tornare in Italia, ho fatto esperienza all'estero ma non fa per me". Il Genoa è la sua occasione. Tirare una riga e mettersi il passato alle spalle.

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