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Calcio

L'insegnamento di coach Pozzecco ai mister

"La sconfitta è colpa mia": questa l'ammissione in conferenza stampa dell'allenatore della Pallacanestro Varese. A quando una cosa simile nel calcio?

"Dico a voi quello che ho detto ai miei giocatori: la sconfitta è colpa mia. Ho sbagliato due volte. E' tutta colpa mia". Parole di Gianmarco Pozzecco sabato scorso nella conferenza stampa seguita alla sconfitta interna della sua Varese contro Reggio Emilia dopo 3 supplementari. Ma non è del campo che vogliamo parlare, ma delle parole.

Pozzecco da sempre è noto per le sue "follie" in campo ed ora in panchina. Genio e sregolateza. Spesso le sue conferenze stampa sono piccoli sketch comici, per la gioia dei giornalisti abituati come sono alle solite (sciape) frasi fatte dei suoi colleghi. Ben venga quindi questa ondata di freschezza e novità. Ma non solo negli eccessi.

Perché il Poz, in un minuto e 15", ha ammesso le sue colpe, senza cercare scuse. E non solo quando dice "ho sbagliato; non ho detto di fare fallo...!" ma soprattutto quando ha ammesso "non sono riuscito a far allenare i ragazzi in settimana con l'intensità necessaria". Si, avete capito bene: la colpa degli allenamenti blandi è dell'allenatore, non dei giocatori.

Poi, passano i giorni, arriva il mercoledì sera e senti un allenatore commentare la sconfitta della sua squadra di calcio esordendo con un "Buonasera, comunque non si poteva giocare su un campo simile che ci ha penalizzati", o un altro che si attacca a concetti complessi come "è difficile giocare in uno stadio quando hai i tuoi tifosi che ti fischiano contro". Nemmeno Prandelli nel momento delle sue dimissioni dopo il disastro ai mondiali in Brasile si dichiarò colpevole, ma parlò del "fallimento di un progetto tecnico".

Chiarezza contro fumo negli occhi; onestà contro complottismo. Pozzecco contro tutti (o quasi) gli allenatori di calcio. La differenza è netta.

Noi stiamo con Pozzecco...

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