Pogba e gli altri: vola la Francia under 30

Deschamps ha costruito una squadra che ha nel mirino Euro 2016 (ma può vincere subito). I reduci dalla finale di Berlino? Zero... - Lo speciale Brasile 2014

Pogba celebrato dai compagni dopo il gol alla Nigeria – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Dei 23 che arrivarono a un passo dal titolo mondiale nel 2006 a Berlino è rimasto il solo Landreau, che peraltro in Germania faceva la riserva a Barthez. Ci sarebbe stato anche Ribery, se la schiena non lo avesse messo k.o. costringendolo a restare in Francia. Loro due e poi basta, perché la nazionale che Deschamps si è portato in Brasile è l'immagine fresca di un movimento che è stato capace di cancellare i propri errori dopo il fallimento del Sudafrica nel 2010, miscelando giovani e meno giovani con sapienza e costruendo un gruppo che ha insieme fame (tanta), potenzialità fisiche (ancora inesplorate) e la giusta esperienza internazionale. Una Francia più unita di quella multiculturale del 1998, che poi si scoprì lacerata da tensioni e polemiche, e che piace da morire ai francesi perché li rappresenta al meglio. Dentro c'è tutto: talento e ordine tattico, coraggio e sapienza.

Il simbolo è Paul Pogba, l'uomo per il quale lo sceicco Al Thani sarebbe disposto a fare follie se non ci fosse il problema della sanzione Uefa da tentare di rispettare trovando un equilibrio complicato tra voglia di espansione e conti da non scassare definitivamente. Quello contro la Nigeria (colpo di testa a porta vuota dopo l'uscita di Enyeama, unico errore in 90 minuti). A 21 anni appena compiuti sta giocando un Mondiale già da grande, ma allo stesso tempo con margini di crescita incredibili. Basta dare un'occhiata ai suoi numeri: c'è sempre e ovunque, eppure può migliorare come in fondo Deschamps lo sta obbligando a fare, usando il bastone e la carota. Il ct è insieme a Conte l'uomo giusto al momento giusto. Tutti e due sono consapevoli di avere per le mani un talento purissimo e già in gran parte sgrezzato, ma entrambi non gli fanno mancare nulla. Prima della testata decisiva che ha portato la Francia nei quarti, ad esempio, Pogba ha vissuto una lunga vigilia in ballottaggio, senza la certezza della panchina. E in Brasile si sta vedendo un Paul diverso rispetto a quello della Juve: seguite le tracce dei suoi movimenti nella gara contro la Nigeria e capirete le differenze.

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Pogba è il simbolo della nuova Francia, ma non è tutto. Degli undici di partenza nell'ottavo contro la Nigeria, solo il terzino sinistro Evra (33) era un over 30. Gli altri tutti più giovani, al di sotto di quella linea psicologica che spesso separa il prima e il dopo di una carriera. I 21 anni di Pogba non sono soli: ci sono anche quelli di Varane, che pure cresce nel Real Madrid, i 20 di Digne e i 23 di Griezmann e Mangala e i 24 di Sakho, Sissoko, Schneiderlin e Cabella. Benzema, che perso Ribery sta facendo da chioccia a tutti i compagni e gioca un Mondiale straordinario per quantità e qualità, in fondo è solo un classe 1987 anche se bazzica nel calcio che conta da quasi un decennio ed è sopravvissuto alla convivenza con Ronaldo e Bale, alle battute di Mourinho e al difficile palato del pubblico del Bernabeu. Tirate le somme, nei 23 che Deschamps ha eletto per il Brasile ci sono solo 4 giocatori cui la carta d'identità consegna il marchio di trentenni: Mavuba, Sagna, Evra e Landreau. Comunque vada a Rio, sarà un successo. E l'Europeo in casa nel 2016 è un obiettivo più che concreto.

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