Calcio

Platini fermato e rilasciato: Qatar 2022, scandalo senza fine

L'ex presidente Uefa sotto torchio: accusato di corruzione nell'inchiesta sui Mondiali. La sua difesa: "Estraneo ai fatti"

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Giovanni Capuano

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L'ex presidente della Uefa, Michel Platini, è stato fermato, interrogato per un'intera giornata e poi rilasciato a tarda notte a Nanterre, in Francia, nell'ambito dell'inchiesta sull'assegnazione del Mondiale del 2022 al Qatar che ha scosso dalle fondamenta la Fifa provocando un vero terremoto negli scorsi anni. La notizia è stata riportata dal sito francese Mediapart e dalle principali testate transalpine e da lì ha fatto rapidamente il giro del mondo.

Platini è stato fermato nella mattinata di martedì 18 giugno e la vicenda cui si fa riferimento è quella della controversa decisione che portò i Mondiali del 2022 ad essere assegnati al Qatar insieme a quelli del 2018 in Russia. Una scelta presa dall'allora presidente della Fifa, Blatter, nel dicembre del 2010 e che aprì una stagione di denunce, inchieste e arresti fino alla decapitazione del potere del pallone con la salita alla carica di numero uno di Gianni Infantino.

Platini è stato rilasciato a tarda notte ed è uscito accompagnato dal suo legale che ha spiegato come si sia trattato solo di un interrogatorio in qualità di testimone. L'ex presidente della Uefa ha negato ogni coinvolgimento nei fatti oggetto di un'inchiesta partita dal 2016 e che si riferisce a fatti che hanno già portato alla decapitazione dei vertici della Fifa.

 

Le accuse e l'arresto

Secondo quanto ricostruito, l'ex presidente Uefa è stato chiamato presso gli uffici della Polizia a Nanterre per essere sentito. L'ipotesi d'accusa è quella di "presunti atti di corruzione attiva e passiva di dipendenti non pubblici". Un filone aperto dal Pnf (Procura nazionale per i reati finanziari) e che vede coinvolto non solo Le Roi ma anche altri personaggi di primi piano.

Con Platini è stata posta in stato di fermo Sophie Dion che era consigliera allo Sport del presidente francese Sarkozy. Interrogato anche Claude Gue'ant, ex ministro dell'Interno ed ex Segretario Generale dell'Eliseo sempre durante la presidenza Sarkozy.

Quella cena all'Eliseo nel novembre 2010

Nel mirino degli investigatori il pranzo organizzato il 23 novembre 2010 all'Eliseo, alla presenza del presidente della Repubblica Sarkozy, con l'emiro Tamim Ben Hamad Al Thani e l'allora primo ministro qatariota Hamad Ben Jassem. Secondo le ricostruzioni anche di stampa circolate negli anni successivi, si sarebbe trattato del momento in cui Platinisarebbe stato oggetto di pressioni per persuaderlo a votare il Qatar nello scrutinio segreto in cambio di investimento dell'emiro nel calcio francese. Cosa poi avvenuta con l'acquisizione del Psg e le faraoniche campagne acquisti delle estati successive.

A svelare la cena del presunto patto era stato France Football nel 2013 come prova di atti corruttivi nel processo di scelta del Qatar come sede del primo Mondiale invernale (cosa che ha scatenato le proteste di club e federazioni), nonostante la presenza di competitor di altissimo livello come gli Stati Uniti e le accuse di sfruttamento degli operai impegnati nella costruzione degli stadi in mezzo al deserto.

La ricostruzione descrive un vero e proprio 'Qatargate' con sponsorizzazioni a pioggia soprattutto in Africa e Asia, partite amichevoli e il sospetto crescente del pagamento di vere e proprie tangenti per comprare il voto dei delegati della Fifa. Platini si è sempre difeso con orgoglio denunciando di essere vittima di un complotto.

Recentemente l'ex presidente Uefa ha avuto modo di chiarire di essere andato a quel pranzo per comunicare a Sarkozy la sua intenzione di votare Russia per il 2018 (glielo aveva chiesto Blatter) e Qatar per il 2022. Una scelta già fatta, senza alcuna pressione da parte di nessuno.

La parabola (discendente) di Le Roi

L'ex stella francese pagò un prezzo salatissimo allo scandalo, rimanendo impiagliato nel sospetto di corruzione ed essendo obbligato ad abbandonare la carriera di dirigente sportivo emergente nell'ottobre 2015. Per lui l'accusa di aver illecitamente ricevuto pagamenti per 2 milioni di franchi svizzeri da parte di Blatter come compenso per consulenze svolte molti anni prima (dal 1999 al 2002) e mai saldate fino al 2011.

Un'accusa sempre rigettata con forza da Platini che ricevuto una squalifica da tutte le attività calcistiche per 8 anni, poi ridotti a 6 e 4 nel corso dei vari gradi di giudizio. Il bando terminerà nel prossimo mese di ottobre e teoricamente rimetterebbe in corsa Platini per una carica nel mondo del calcio.

Della vicenda si è occupata anche l'autorità giudiziaria svizzera che non ha trovato riscontri di un operato illegale da parte dell'ex calciatore juventino e simbolo della nazionale francese. Più volte Platini ha sostenuto di voler rientrare nel mondo del calcio una volta riabilitato e terminato di scontare una pena considerata ingiusta.

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