La nuova vita di Pato, quello sano

Da quando è tornato in Brasile i continui infortuni di quando era al Milan sono un ricordo. Tutta colpa di Milanello? - L'effetto Kakà non riempie San Siro

Alexandre Pato con la maglia del Brasile (Credits: Stanley Chou/Getty Images)

Riccardo Vetere

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La vita nuova. Assomiglia all’opera dantesca l’avventura brasiliana di Alexandre Pato, e non solo per il titolo. In entrambi i casi abbiamo un rinnovamento totale che arriva grazie all’intervento esterno: nel caso di Dante l’amore, nel caso di Pato la piena salute fisica.

Mutuato questo riferimento, possiamo calarci nella nuova realtà del papero che, da quando ha lasciato il Milan, vive una seconda vita calcistica. Appunto. E non ci ha pensato due volte prima di attaccare i vecchi colori, o meglio, il vecchio staff medico, reo – secondo lui- di avergli provocato la sequela interminabile di infortuni che lo portava una volta sì e l’altra pure ad accomodarsi in infermeria.

“Anche quest'anno al Milan ci sono molti infortunati, dimostrazione che i guai muscolari non erano colpa mia. Io giocavo una partita, mi facevo male, recuperavo e mi infortunavo di nuovo. La colpa è dei medici e dei carichi di lavoro eccessivi per farmi tornare prima in campo".

L’intemerata di Pato prosegue ed entra nello specifico: “Tutti possono vedere la differenza da quando stavo in Italia, ad ora che sono tornato in Brasile. In Italia il trattamento è diverso: si lavora molto sul fisico. Si fa piscina, fisioterapia e si finisce a fare il lavoro di 20 giorni in una sola settimana, è normale che il fisico possa non reggere”.

Quando era al Milan ha giocato 150 partite (9807 minuti), ha segnato 63 reti, ha servito 18 assist, ma il dato che dà da pensare maggiormente è il numero delle sostituzioni: 53. E per un giocatore sul quale si era puntato tanto non è poco.

Entriamo nel cuore della questione. In rossonero ha riportato una quindicina di infortuni: due problemi agli adduttori, sette volte ha avuto problemi muscolari, un paio di problemini alla caviglia e così via. Consulti ad Atlanta e dintorni da luminari super quotati ma, al ritorno, la storia era sempre la stessa: patatrac. I numerosi esperti e preparatori atletici interpellati parlano di una struttura muscolare trasformata negli anni, non adeguatamente supportata dal fisico del ragazzo. Pato parla di carichi di lavoro eccessivi compressi in pochi giorni per recuperare in un tempo minore. Anche su questo punto, potremmo aprire un capitolo.

Ma la realtà dei fatti è questa. Da quando è tornato nell’amata patria, Pato ha vissuto una distorsione alla caviglia nei primi giorni di marzo, ha accusato un problema muscolare alla coscia contro il Club Tijuana alla fine dello stesso mese, si è fermato per un edema osseo nel mese di agosto. Poco altro; il ragazzo di cristallo non è certamente diventato un superman d’acciaio immune anche al raffreddore, ma non si può certo dire che abbia vissuto la pioggia torrenziale di problemi muscolari avuti nel periodo milanista. 

Con il Corinthians gioca da oltre 8 mesi, con 29 partite all’attivo e 1545 minuti complessivi; 1140 dei quali, nel campionato brasiliano: 18 partite nel Brasileirao con la media di un gol ogni 143 minuti. Otto presenze in Coppa Libertadores e una nella Recopa Sudamericana.

Il rendimento? Undici reti e un assist. Tredici volte è entrato dalla panchina e undici è stato sostituito. In totale, 16 gare da titolare. E da quando è iniziato il campionato del Corinthians, lo scorso 26 maggio, ha saltato tre partite a cui ha assistito dalla tribuna per il problema di cui sopra. Ma lo stato di salute e il rendimento sono migliorati e la convocazione di Scolari – complice il complicato infortunio di Fred - ne è prova ulteriore.

Allora, era tutta colpa del Milan? Difficile dirlo ma un dato è incontrovertibile: gli infortuni muscolari in casa rossonera sono già quattro, senza contare quelli di natura traumatica che hanno colpito Bonera, De Sciglio, Silvestre, Niang e Pazzini. Una decina di “pazienti” a pochi metri dai blocchi di partenza.

E il trend dell’anno scorso? Ugualmente negativo, perché i problemi muscolari – lo stesso Pato, poi Robinho, Ambrosini, Flamini, Muntari, Bonera – hanno fatto registrare un picco negativo di otto indisponibili alla 15esima giornata nel girone d’andata. Qualcosa non va, è evidente.

E nonostante le migliorie, vere o presunte, apportate al sistema Milan Lab, il fumo si addensa ulteriormente e in molti hanno parlato - e continuano a parlare - di flop. Che sistema medico-scientifico è quello che continua a rompere giocatori e che necessita di consulti esterni?

E il paragone con le antagoniste è impietoso. La Juve ha 4 infortunati con Marchisio già atteso per il rientro, l’Inter ne conta 3 fra Zanetti, Mariga e Chivu. Per non parlare del Napoli che è riconosciuto unanimemente per gli impeccabili risultati: zero infortuni.

Qualcosa a Milanello va rivisto e non sono le parole di Pato. Il quale ha sottolineato – se elegantemente o meno è un’altra questione – un problema che esiste da tempo e che resta tuttora irrisolto…

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