Pato attacca il Milan ma i numeri parlano chiaro

L'ex attaccante rossonero ci va pesante con il suo ex club: "Mi hanno curato male". Peccato che negli ultimi 3 anni a Milano abbia guadagnato 500 mila euro a partita...

Alexandre Pato con la maglia del San Paolo, la sua squadra attuale – Credits: Getty Images

Matteo Politanò

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Dal Brasile Alexandre Pato parla del Milan e lo fa duramente tornando sull'argomento infortuni che hanno limitato molto i suoi ultimi anni italiani. Accuse che vanno a Milan Lab e ai dottori rossoneri, colpevoli su mandato della società di aver accelerato troppo i tempi di recupero innescando una serie di problemi fisici a catena. "Al Milan ho fatto tutto quello che mi dicevano la squadra e i medici, ma più mi sforzavo di guarire, più mi facevo male di nuovo. Ho girato il mondo per curarmi, ma tutto è sempre stato fatto troppo in fretta, rimandandomi in campo troppo presto. Continuavo a rompermi però quando sono tornato in Brasile dopo una settimana stavo già bene, chissà come mai..." Giudizi forti che oggi tengono banco e fanno discutere soprattutto alla luce di un'altra realtà che Pato non ha citato nel suo intervento. Il Papero, 150 partite e 63 gol con la maglia del Milan, è arrivato in Italia nel 2008 e alla prima stagione ha collezionato il bottino di 18 partite e 9 gol in serie A. Tra il 2008 e il 2011 tutto è continuato con statistiche di rispetto (2008/2009, 36 presenze e 15 gol, 2009/2010 23 presenze e 12 gol e 2010/2011 25 presenze e 14 gol). Proprio nel 2011 è però iniziato il calvario del giocatore, legato ai tanti problemi muscolari che ne hanno impedito l'utilizzo. Per i continui stop già in tempi non sospetti Milan Lab era stato indicato come uno dei responsabili: "La muscolatura di Pato è stata potenziata a dismisura e il suo corpo non riesce a sorreggerla" una delle tante teorie per spiegare i continui problemi.

Oggi il giocatore conferma le accuse ai medici italiani e spara a zero su un club che lo ha reso grande e non ha abbandonato neanche nel momento del bisogno. Dal 2011 al gennaio 2013, mentre sui tabloid faceva più notizia per la sua relazione con Barbara Berlusconi, Pato è sceso in campo con il Milan solamente in 15 occasioni, 11 nella stagione 2011/2012 e solo 4 volte nei suoi ultimi sei mesi in Italia. Se si considera lo stipendio recepito dell'epoca (5 milioni di euro lordi), trattenere Pato in rossonero negli ultimi 18 mesi è costato qualcosa come 500 mila euro a partita oltre alla scelta di non prendere Carlos Tevez due estati fa. Per l'Apache in rossonero era tutto concluso ma Berlusconi decise di aspettare fiducioso il totale recupero suo pupillo. E l'ex presidente Pato ha avuto però solo belle parole: "Mi ha sempre trattato bene, con affetto. E' davvero una persona speciale". La lenta ripresa brasiliana è iniziata con 57 partite e 17 gol con il Corinthians prima del passaggio al San Paolo con 7 reti in 17 presenze da febbraio scorso a dicembre. Altro campionato, altri ritmi e altra preparazione. Il buon stato di forma dell'ex numero 7 del Milan va quindi pesato sulla bilancia di un torneo che ha necessità diverse dalla serie A soprattutto per quel che riguarda preparazione e cure. E alle accuse verso Milan Lab si contrappongono quelle degli ambienti rossoneri che hanno spesso ricondotto il calvario fisico di Pato ad "una soglia di dolore troppo bassa per un calciatore professionista". Per spegnere la malinconia dei tifosi milanisti basta però guardare il clamoroso errore dell'attaccante nell'ultima partita del San Paolo contro lo Sport Recife: un errore che fa venir voglia di pensare al futuro e di lasciare al passato il valore dei bei ricordi. 

 

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