Calcio

Palacio, Handanovic, Kovacic: le tre note liete dell'Inter

I flop di mercato sono però tanti: da Jonathan a Silvestre passando per Ricky Alvarez e Alvaro Pereira

Rodrigo Palacio dopo il primo gol nel recupero contro la Sampdoria (Getty Images)

Anche nel recupero di Marassi contro la Sampdoria Rodrigo Palacio toglie le castagne dal fuoco all'Inter di Stramaccioni. I nerazzurri, tutt'altro che irresistibili in una partita che i blucerchiati hanno dominato per lunghi tratti, devono ringraziare l'attaccante argentino arrivato la scorsa estate dal Genoa e autore di già 22 reti stagionali. El Trenza nato a Bahia Blanca si è caricato sulle spalle la responsabilità realizzativa nerazzurra dopo l'infortunio di Diego Milito e ha segnato 12 reti in campionato, 8 in Europa League e 2 in coppa Italia. Per lui un bottino totale di 38 partite e 22 reti, niente male per essere alla prima stagione milanese, annata tutt'altro che frizzante per il club di via Durini. Soprannominato anche La Joya Palacio è arrivato all'Inter la scorsa estate dopo aver segnato 19 gol in campionato con la maglia del Genoa. Pagato 10,5 milioni di euro ha avuto la sua chance più grande contro il Cluj quando, entrato dopo il grave infortunio a Milito, ha segnato una doppietta.

Determinante quasi quanto Samir Handanovic, il vero colpo di mercato dell'Inter di quest'anno. Il portiere sloveno è arrivato in estate per 11 milioni di euro più la metà del cartellino di Marco Faraoni all'Udinese per prendere il posto di una bandiera come Julio Cesar, scaricato per colpa dell'ingaggio insostenibile. Handanovic è arrivato tra le perplessità e le paure dei tifosi ma fin dalle prime partite ha dimostrato di essere uno dei migliori portieri europei. Infallibile tra i pali, bravo nelle uscite, perfetto nei rilanci che spesso trasformano un pericolo in un'opportunità d'attacco. Contro la Sampdoria sono stati almeno tre gli interventi provvidenziali che hanno negato il vantaggio ai blucerchiati. "Quando vinci sembra sempre che sia tutto a posto però ci sono delle cose nelle quali dobbiamo migliorare per poter fare meglio. Ma era importante vincere e siamo contenti dei tre punti" ha detto il portiere al fischio finale ammettendo anche che la rincorsa nerazzurra ad un posto Champions non è ancora terminata.

Tra i protagonisti di questo finale di stagione ci sarà sicuramente anche Mateo Kovacic, anche lui in campo a Marassi, arrivato lo scorso gennaio per 11 milioni di euro più 4 legati alle possibile vittorie future del club nerazzurro. Un investimento imponente per un giovane classe 1994 che dopo 43 presenze e 7 gol con la Dinamo Zagabria ha dimostrato di essere già abbastanza maturo per un ruolo da protagonista in serie A. Kovacic perde raramente il pallone e anche nel recupero di Genova ha fatto capire a Stramaccioni di essere una valida pedina per il centrocampo. "Oggi era difficile gestire la situazione in mezzo al campo. Però abbiamo fatto tre punti importanti e questa è l'unica cosa che conta. Sono contento di essere arrivato qui però devo ancora ambientarmi al meglio e posso fare ancora meglio. Devo continuare a lavorare per proseguire a migliorarmi" ha ammesso Mateo. Sul suo talento l'Inter vuole mettere le basi per il prossimo anno sperando di chiudere questa stagione il più alto possibile. Evitando l'Europa League, un torneo dal poco blasone che per i nerazzurri è stato più d'impiccio.

Tre note liete che fanno da contraltare ai tanti errori recenti di mercato. Esempio più lampante è quello di Jonathan che anche ieri a Genova ha offerto una prova insufficiente dimostrando di faticare anche a stare in piedi e rischiando a causa dell'equilibrio difficile (problemi di tacchetti o semplice incapacità) di far segnare Icardi, fermato solo da Handanovic. Il brasiliano era arrivato come erede di Maicon, niente di più lontano, e a Genova è stato sostituito da Silvestre, altra delusione di stagione. L'argentino arrivato dal Palermo partirà con tutta probabilità a fine stagione così come un altro argentino, Ricky Alvarez, pagato 5,5 milioni di euro ma mai realmente espressosi su alti livelli. Tra gli abbagli più costosi anche Alvaro Pereira, uruguaiano arrivato dal Porto per la cifra di 10 milioni di euro più bonus. Uno sproposito se si pensa al rendimento dell'esterno, mai apprezzato troppo neppure da Stramaccioni. Sfortunato Gaby Mudingayi, che si è rotto il tendine d'Achille e ha saltato gran parte della stagione, mentre sono sempre più forti i dubbi su Kuzmanovic, svincolatosi dallo Stoccarda e da più parti descritto come un centrocampista troppo lento per il calcio moderno.

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