Olanda qualificata, ma che fatica: ancora Robben e Van Persie

Contro l'Australia poco spettacolo e tanti errori. Però gli orange segnano tanto (8 gol in 2 partite) e hanno la coppia più bella del Mondiale. La Croazia travolge il Camerun - Lo speciale Brasile 2014

Arjen Robben – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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La coppia più bella del Mondiale è olandese. Tre gol a testa in due partite per Arien Robben e Robin Van Persie, terminali di una squadra costruita per attaccare e che è agli ottavi di finale con una giornata d'anticipo, approfittando anche della caduta clamorosa della Spagna. Le buone notizie per Van Gaal, però, finiscono qui perché la sfida contro l'Australia non conferma la stordente immagine di bellezza lasciata dalla manita alla Spagna. Anzi, a lungo gli arancioni (solo di nome perché continuano a giocare in maglia blu) lasciano campo e iniziativa alla squadra arrivata in Brasile con il peggior ranking Fifa e che dopo 180 minuti ha già la certezza che tornerà a casa. Incredibile, ma vero. Alla fine i talenti orange decidono e conquistano 3 punti, ma più di un australiano (e certamente anche i tifosi spagnoli davanti al televisore) hanno potuto illudersi per un'oretta che Davide potesse sovvertire ogni pronostico e abbattere Golia. Se non accade è perché ai fuoriclasse tu non puoi nemmeno concedere mezza opportunità. L'Australia fa tutto bene tranne questo e Robben-Van Persie la puniscono con l'aiuto di Depay e la gentile collaborazione del portiere Ryan.

Primo tempo da 'Chi l'ha visto?' per l'Arancia meccanica. Un po' come contro la Spagna, con l'aggravante che l'Australia è avversario nettamente inferiore e inizia pure con un po' di timore reverenziale, salvo poi prendere fiducia e campo con il passare dei minuti quando gli Aussie si rendono conto della giornata storta degli olandesi. Nemmeno il gol di Robben (20') scuote la squadra di Van Gaal. Il velocista del Mondiale (calcolato che va a 37 km/h con pallone incollato sul piede) questa volta semina Bresciano e se ne va da solo battendo l'incolpevole Ryan. L'idea che possa essere la sveglia dura poco. Nemmeno 60 secondi e Cahill inventa il gol più bello sin qui visto in Brasile con un sinistro al volo su cross di McGowen che finisce sotto la traversa senza che Cillisen possa in nessun modo intervenire. Da lì è un concerto australiano con la diga formata da Bresciano e Cahill a rompere tutte le linee di gioco arancioni e Leckie spina nel fianco di Martins Indi, poi costretto a mollare all'intervallo per infortunio. Una sorpresa per tutti e uno choc per l'Olanda.

A Salvador contro la Spagna, l'intervallo aveva cambiato faccia a Sneijder e compagni. Qui non succede e, anzi, è ancora l'Australia a partire forte fino a trovare l'incredibile vantaggio su rigore (generoso) concesso per un tocco ravvicinato di braccio di Janmat su traversone di Bozanic. Tiro di Jedinak e gol. Palla al centro è dopo 240 secondi Van Persie inventa il gol del 2-2 che rimette i conti a posto. L'episodio che decide la partita arriva al minuto 22 quando nell'arco di pochi istanti prima Cahill non inquadra la porta da posizione favorevolissima e, sul rovesciamento di fronte, Depay viene lasciato libero di calciare dalla lunga distanza e Ryan si tuffa con colpevole ritardo. E' il gol del 3-2 che taglia le gambe all'Australia che crolla anche dal punto di vista psicologico dopo aver accarezzato l'idea dell'impresa. De Jong va vicino al poker, l'Olanda controlla senza eccessivi patemi, ma anche senza spettacolo. La vittoria arriva e la sfida contro il Cile diventa (quasi) accademia. Non ci sarà Van Persie, squalificato. Non sarà l'unico cambio di Van Gaal perché il caldo e la fatica sono fattori condizionanti anche per il giovane gruppo portato in Brasile dal prossimo allenatore del Manchester United.

CROAZIA-CAMERUN 4-0

Fine della corsa per gli ex Leoni indomabili di cui ormai da tempo è rimasto solo il ricordo. Con Eto'o assente per infortunio, il Camerun si è arreso senza lottare contro la Croazia che ora è in corsa per la qualificazione ali ottavi di finale e che si giocherà tutto nella sfida diretta con il Messico. Kovacic in panchina, i croati sono passati subito con un colpo di testa Olic (11' primo tempo) e poi hanno controllato senza troppi problemi. L'espulsione di Song per un assurdo pugno sulla schiena di Mandzukic (40') ha chiuso ogni possibilità di rimonta degli africani che a inizio ripresa sono stati colpiti subito da Perisic, che ha battuto Itandje dopo aver recuperato palla a metà campo e aver percorso in velocità 50 metri. Poi il 3-0 di testa di Madzukic a difesa schierata e ferma (colpo di testa) e il 4-0 a porta vuota su respinta corta del portiere camerunense.

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