La nuova dirigenza dell'Inter di Thohir

L'avvento del magnate indonesiano e dei suo soci porterà nel club una vera rivoluzione a livello societario: ecco nomi e ruoli

I festeggiamenti in piazza del Duomo a Milano per lo scudetto 2010, l'ultimo dell'epoca di Massimo Moratti. Ora tocca all'Inter di Thohir... (Credits: Ansa)

Nicolò Schira

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La rivoluzione nell'Inter è appena cominciata, nonostante sul campo la truppa di Mazzarri marcia spedita all'inseguimento della vetta dimostrandosi solida e competitiva come non accadeva da anni. L'IndoInter, come è stata soprannominata la compagine che avrà al timone il magnate asiatico Erick Thohir, muterà radicalmente negli assetti e nelle figure societarie. 

L'attuale amministratore delegato Rinaldo Ghelfi verrà rilevato da Marco Fassone, che si occuperà della contrattualistica godendo del potere di firma insieme a Thomas Shreve, chief executive officer della società facente capo a Roslani, che insieme a Thohir rileverà il 70% delle quote della società milanese. 

Ulteriormente potenziata sarà quindi l'area dedicata alla commercializzazione e allo sviluppo del brand Inter sui mercati orientali e stranieri, mentre verranno abolite dall'organigramma cariche attualmente presenti come quella del direttore artistico e del vice direttore generale. Un estabilishment più snello, che muterà sensibilmente anche riguardo i deputati a condurre le trattative in sede di calciomercato. Difficile la riconferma del responsabile dell'area tecnica Marco Branca, così come in forte dubbio c'è la permanenza del diesse Piero Ausilio

A livello di composizione societaria, a Thohir si affiancherà presto il Bakrie Group, il cui proprietario Aburizal Bakrie è al momento bloccato da una candidatura politica che ne vieta l'esportazione di capitali all'estero. Un'Inter in un futuro prossimo ancora più forte imprenditorialmente, ma che non farà follie sul mercato: l'obiettivo è infatti di costruire una squadra in grado di competere ai massimi livelli nazionali ed internazionali senza imitare gli spropositi economici perpetrati dagli sceicchi del Qatar. 

In altre parole, Thohir e soci perseguiranno un modello calcistico virtuoso più simile a  Borussia Dortmund, Arsenal e Roma rispetto a quelli di Psg e Manchester City. Nel mirino, talenti giovani che un domani possano eventualmente anche essere rivenduti per permettere alla società l'autofinanziamento senza costringere gli azionisti di maggioranza a continue ricapitalizzazioni. Il tutto senza fini speculativi, ma semplicemente nell'ambito di logiche imprenditoriali differenti da quelle di un mecenate-tifoso come Massimo Moratti. 

Con il già citato Bakrie entreranno in società anche due suoi uomini di fiducia, ovvero Roberto Regis Milano e l'agente Fifa Beppe Accardi, che per conto del Bakrie Group gestisce già quattro società calcistiche straniere (Visè, Arema, Sad Indonesia e Brisbane). Sullo sfondo c'è poi anche il nome di Leonardo: l'ex dirigente di Milan e Paris Saint-Germain intriga Bakrie, che l'avrebbe caldeggiato all'amico-collega Thohir. 

Il processo rivoluzionario nerazzurro è appena stato attivato e dovrebbe prendere forma e delinearsi nei prossimi mesi, con il suo completamento previsto entro la prossima estate. Ancora da delineare il ruolo effettivo che avrà proprio Massimo Moratti: da un lato c'è la prospettiva di fungere da trade union fra presente e futuro mediante la carica di presidente onorario. D'altro canto non è da escludere che Moratti possa restare defilato, lasciando in prima linea il figlio Angelo Mario quale elemento di continuità tra la nuova e la vecchia Inter. 

L'unico a essere artefice del proprio destino è paradossalmente l'anello più debole: Walter Mazzarri. L'allenatore, qualora confermasse i risultati ottenuti sinora, avrebbe infatti dalla sua tutti i tifosi e sarebbe di sicuro riconfermato a furor di popolo a prescindere dalla rivoluzione dirigenziale.

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