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Napoli-Roma, "bel pomeriggio di sport"?

Queste le parole del ministro Alfano dopo un match in una città militarizzata. E con uno striscione allo stadio che sarebbe un reato far passare impunito

Sabato sera, scampato il pericolo di una guerra civile a Napoli, molto teorica visto che gli ultras della Roma era stati preventivamente lasciati a casa e il dispiegamento delle forze dell'ordine imponente, il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha espresso tutta la sua soddisfazione per il bilancio della giornata del San Paolo: "Tutto pacifico e tranquillo, è stato un bel pomeriggio di calcio e di sport". Alfano, dunque, si è divertito a vedere una città militarizzata e un squadra costretta a fare avanti indietro tra Roma e Napoli in aereo, ad alloggiare in un hotel con intorno una specie di "zona rossa" blindata da Polizia e Carabinieri e, soprattutto, ad assistere all'ennesima dimostrazione di forza dei capi curve di turno, perché tale va considerata l'esposizione dello striscione che promette vendetta eterna per la morte di Ciro Esposito.

Che in uno stadio circondato da centinaia di agenti possa entrare un lenzuolo di decine di metri su cui poi scrivere "Ogni parola è vana... Se occasione ci sarà non avremo pietà", è la conferma dell'impossibilità di garantire intorno a un campo di calcio le stesse leggi che vigono all'esterno. Far finta che non sia accaduto nulla, come sta accadendo in queste ore, è solo il modo per accettare l'ennesimo compromesso e salvare la faccia. Il pomeriggio del San Paolo è stata una sconfitta, proprio perché l'attenzione era ai massimi livelli e quello striscione, carico di significati inquietanti e premonitori, non poteva e non doveva passare.

Il calcio e il ministro Alfano, cioè lo Stato che ci rappresenta, hanno però una meravigliosa occasione di riscatto. Con i fatti e non a parole. Dallo scorso mese di agosto, infatti, le norme per la sicurezza negli stadi sono state rese ancor più stringenti e dure, prevedendo denuncia e Daspo di gruppo anche per l'introduzione di striscioni inneggianti alla violenza. Avanti allora, senza guardare in faccia a nessuno. Anzi, osservando bene quelle facce immortalate nel pomeriggio del San Paolo a reggere lo striscione della vergogna. Gli strumenti giuridici esistono, foto e immagini pure. Se Alfano non le ha, gliele forniamo noi oppure si faccia fare una rassegna stampa dai suoi uffici. Ad agosto, nel giorno della presentazione del suo decreto sulla sicurezza negli stadi, aveva giurato: "Tratteremo i violenti come mafiosi". Aveva anche detto che "lo Stato ha perso la pazienza" e che non era più disposto ad accettare "che teppisti e facinorosi" possano avvicinarsi alle partite. Era lo stesso Angelino Alfano, quello che sabato si è goduto un bel pomeriggio di calcio e sport nella trincea del San Paolo.

Quello striscione del San Paolo e la pace impossibile nel nome di Ciro
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