Agnelli e De Laurentiis, la scalata dei picconatori

Nel 2006 erano i n serie B. Si giocano lo scudetto e cercano di cambiare il sistema - il sondaggio - l'arbitro: Orsato - Napoli-Juventus, far west in supercoppa -

Agnelli e De Laurentiis, presidenti amici-nemici nel big match di stasera (Credits: Giuseppe Bellini/Getty Images - Ernesto Ruscio Getty Images Entertainment)

Giovanni Capuano

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Lo stile è diverso, ma l'impatto uguale. Perché Andrea Agnelli e Aurelio De Laurentiis che si giocano sul campo lo scudetto sono, in realtà, due presidenti molto simili. Entrambi freschi di ingresso nel mondo del calcio (il Napoli venne acquistato nel 2004 e la Juventus ha cambiato presidente nella primavera del 2010) ed entrambi impegnati in una lotta continua col sistema per cercare di imporre il cambiamento.

Uno è famoso anche per le sue uscite un po' fuori dalle righe, come quando se ne andò dalla sala dove si facevano i calendari dello scorso campionato insultando tutti. L'altro ha lo stile degli Agnelli, ma le sue bordate fanno anche più male. In fondo la causa contro la Figc per il risarcimento danni dopo Calciopoli è tuttora pendente e la 'battaglia delle Tre Stelle' è finita con un compromesso ma senza il pieno riconoscimento delle sentenze del 2006.

Napoli contro Juventus è anche De Laurentiis contro Agnelli. Una cosa li accumuna: la capacità di far funzionare il calcio dal punto di vista economico. Il produttore cinematografico prestato al pallone (anche se ormai vale quasi il contrario) è entrato nel Napoli dalla porta di servizio, ha investito il giusto (-16,2 milioni di euro nei primi due bilanci) e poi ha cominciato a macinare utili e risultati sportivi.

Il rampollo di casa Agnelli ha speso molto e anche gli ultimi esercizi si sono chiusi in rosso. Però ha proiettato la Juventus nel futuro. Lo stadio di proprietà è un gioiello che sta funzionando. L'ultima semestrale ha segnato un attivo da 11 milioni di euro e i margini di crescita sono notevoli. Tutto riportando la Juve al ruolo che le compete e tornando anche a inseguire sogni europei.

Guai però a considerare Agnelli e De Laurentiis alleati. A livello sportivo si giocano la supremazia in Italia ed è un miracolo considerando che nel 2006 stavano a braccetto in serie B. De Laurentiis l'ha definita una rivalità "ormai storica" e nemmeno ai tempi di Platini e Maradona era accompagnata da accenti polemici così marcati. Napoli e Juventus hanno litigato su tutto in questi ultimi due anni: rigori fasulli, espulsioni affrettate, premiazioni saltate e partite spostate causa maltempo.

L'ultimo duello sui calendari della Lega Calcio. Prima si è arrabbiato Conte per l'anticipo contro la Roma dopo la Champions. Poi ha risposto Mazzarri. Quindi DeLa ha timidamente provato a spostare la partita scudetto di 24 ore. Poteva avere il consenso della Juve? No che non poteva e infatti si gioca il venerdì sera. Del resto Agnelli e De Laurentiis sono fieri nemici anche nelle questioni politiche del nostro calcio. Uno ha puntato tutto sulla sostituzione di Beretta in Lega e Abete in Figc. L'altro ha votato per l'uno e appoggiato silenziosamente l'altro. Risultato? Ha vinto De Laurentiis cacciando fuori dai tavoli che comandano Juventus e Inter. Proteste? "Nessuno scandalo". E' la Lega baby... Agnelli sogna la rivincita sul campo.

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