Napoli e il rimpianto in tre partite

Dopo scivoloni della Juve solo pareggi in casa: pressione scudetto? E Cavani senza gol limita le chance della squadra di Mazzarri

Edinson Cavani deluso dopo il pareggio contro la Sampdoria – Credits: Afp

Giovanni Capuano

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Tre partite giocate dopo scivoloni della Juventus, tutte al San Paolo e tutte chiuse con l'amaro in bocca di vittorie sfuggite con la sensazione di incompiuta. Per il Napoli di Mazzarri la rincorsa ai bianconeri si sta trasformando in un cimitero di occasioni perse. Come avrebbe potuto essere la classifica se i partenopei non avessero avuto il 'braccino' nel momento decisivo? Sommando i punti (9 virtuali al posto dei 3 conquistati) si arriva a quota 57 invece dei 51 attuali. Fantacalcio, certo, ma anche un discorso da approfondire perché non sempre i passi falsi ripetuti sono casuali.

Dall'inizio del campionato è capitato 5 volte che il Napoli giocasse conoscendo il risultato della Juventus e sapendo di sconfitte o pareggi dei bianconeri. In due occasioni è andata bene: alla 14° Cagliari-Napoli 0-1 dopo la caduta di Conte a San Siro contro il Milan (in classifica da -5 a -2) e alla 19° Napoli-Roma 4-1 a seguire il tracollo della capolista contro la Samp (da -10 a -7).

Però pesano soprattutto le tre occasioni perse in modo anche rocambolesco. All'11° giornata la Juventus perde il record di imbattibilità al sabato sera contro l'Inter e il Napoli, che è a 6 lunghezze, il giorno dopo si fa raggiungere al 91' dal Torino al San Paolo con retropassaggio suicida di Aronica. Passano due settimane e il harakiri si ripete. Al sabato alle 18 Juventus-Lazio 0-0 e a seguire Napoli-Milan 2-2 con doppio vantaggio immediato e rete di El Shaarawy incassata al minuto 82. Classifica invariata: Juventus 32 Napoli 27 (+ 5).

Ultimo indizio alle 25° giornata. La Juventus cade a Roma il sabato e il Napoli si fa fermare dalla Sampdoria sullo 0-0 alla domenica in un San Paolo che alla fine fischia anche per la delusione. Classifica con piccolo movimento: da -5 a -4. Rimpianti concentrati in 270 minuti che alla fine del campionato potranno pesare tantissimo. Per dare un metro di paragone, nelle altre 10 gare giocate in casa il Napoli ha conquistato 27 punti, media 2,7 contro il punticino secco di queste tra partite 'chiave'.

Naturale un po' di nervosismo e così il terreno di gioco del San Paolo, che è pessimo dall'inizio della stagione, diventa un alibi per molti come se le avversarie non giocassero sulla stessa erba. Semmai quello che è insolito per tutti è l'assenza di gol di Cavani. Guai a chiamarla crisi, però la rete manca da 4 partite (3 di campionato e una di Europa League): ultimo centro a Parma il 27 gennaio.

In questa stagione non era mai capitato che l'uruguaiano rimanesse a secco per tre giornate (in campo) nelle 22 presenze disputate con 18 gol all'attivo. "Le sue difficoltà dimostrano che anche lui è umano" ha detto il direttore sportivo Bigon e Cavani ci ha messo la faccia: "Sinceramente mi alleno sempre al massimo e cerco di essere sempre al top, in questo periodo è un momento poco fortunato per me e per la squadra. È solo un momento difficile, stiamo lavorando per tornare alla rete".

Però senza il suo bomber la squadra di Mazzarri fatica eccessivamente. Nelle 13 partite in cui Cavani ha segnato sono arrivati 29 punti (10 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta) media 2,23 in piena tendenza scudetto. Con l'attaccante a secco o assente 22 punti in 12 partite, media 1,83. Urge rimedio immediato se il sogno tricolore non vuole restare solo lì da inseguire senza mai essere afferrato.

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