Calcio

Napoli-Besiktas 2-3: Sarri, quanti sprechi. Ora è crisi

Partenopei alla terza sconfitta consecutiva e fischiati dai tifosi. In Champions non bastano due rigori, gara dominata

SSC Napoli v Besiktas JK - UEFA Champions League

Giovanni Capuano

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Niente record, per la qualificazione c'è tempo. Ora il Napoli ha altro cui pensare e la crisi di gioco e risultati, che contro la Roma si era solo intavista è esplosa nella notte di Champions con il Besiktas. Non solo la sconfitta (2-3 figlio di errori e anche sfortuna), ma soprattutto la difficoltà a ritrovare la spensieratezza e le linee di gioco che avevano reso la squadra di Sarri una delle più sexy in Europa. Non è nemmeno passato un mese dal trionfo contro il Benfica e sembra tutto dimenticato.

Il Besiktas ha vinto al San Paolo facendo tre gol con tre tiri in porta. Ha sfruttato una disattenzione imperdonabile di Jorginho e un gol in fuorigioco nel finale, tirato un sospiro di sollievo nel vedere Insigne calciare male un rigore e portato a casa i punti che servono per tenere aperto il girone. Il Napoli, che aveva la chance di chiudere la pratica subito, adesso dovrà soffrire se vorrà arrivare agli ottavi di finale perché ha davanti due trasferte insidiose in Turchia e Portogallo. Una disdetta.

Napoli, tiri e corner record ma quanti errori

La fotografia della partita è tutta nei numeri. Il Napoli ha dominato nel possesso palla e nelle conclusioni (17 tiri in porta di cui 9 nello specchio), tirato 17 calci d'angolo (contro uno solo dei turchi) e avuto mille chance per girare la sfida con il Besiktas. Eppure ha perso e non può nemmeno stupire perché nei momenti topici della gara è sempre venuto meno. Ci sono segnali di difficoltà fisica oltre che tecnica: Jorginho, ad esempio, sta faticando più del dovuto.

Poi il caso Insigne, fantasista rimasto alla passata stagione. Continua a non trovare la via del gol e questa volta si è mangiato anche un rigore di capitale importanza. Dovrà essere recuperato e i fischi con cui il San Paolo ha accompagnato la sua uscita dal campo non lo aiutano.

Gabbiadini, la panchina e il riscatto

E dire che Sarri aveva fatto di tutto per evitare di ripetere il copione perdente con la Roma. Dentro Maggio e Chiriches in difesa, Zielinski a centrocampo per sfruttarne corsa e inserimenti ma, soprattutto, la grande sorpresa e cioé la bocciatura di Gabbiadini. La panchina del centravanti di riserva di Higuain e Milik, in assenza dei due titolari, non può che essere interpretata come ulteriore retrocessione nelle gerarchie dell'attacco azzurro.

Sarri aveva preferito Mertens nel ruolo di falso nove per replicare il finale con la Roma, arrembante e sfortunato. Il belga ha risposto con un gol e una discreta prestazione, però Gabbiadini quando si è alzato dalla panchina non ha demeritato e ha avuto la forza di segnare il rigore del momentaneo 2-2. Una prova di carattere che riapre i giochi: contro il Crotone vedremo chi sarà il prescelto. Si è visto anche Diawara, ai primi minuti in campo. La notizia, però, è un'altra e cioé la crisi del Napoli: un tunnel dal quale Sarri deve uscire in fretta.

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