Tosel il creativo e la multa ai bambini

Ecco perché la decisione del Giudice sportivo crea un precedente pericoloso e sbagliato...

Giovanni Capuano

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Che Tosel fosse un giudice sportivo abituato a interpretare (e a volte innovare) piuttosto che semplicemente applicare il codice lo avevamo capito da tempo. Non avrebbe potuto altrimenti graziare il Milan che aveva abbandonato il campo a Busto Arsizio per solidarietà con Boateng (“nessuna norma prevede che una squadra possa interrompere una gara ed abbandonare il recinto di gioco (…), ma gli essenziali valori che informano lo sport e la civile convivenza escludono che possa acquisire rilevanza disciplinare un gesto di solidarietà verso un uomo vittima di beceri insulti esclusivamente per il colore della sua pelle”), né regalare una seconda chance alle curve di Inter, Milan e Roma applicando inesistenti attenuanti per collaborazione dei club dopo il cambio delle norme anti-razzismo.

Con la multa alla Juventus per il coro ‘Ohhhh merda!’ urlato dai bambini dello Stadium a Brkic, però, ha spostato se possibile più in là il confine. Intanto quel fastidioso coretto d’ora in poi dovrà essere sanzionato, a meno che non si voglia far passare il principio che che non va bene solo se lo fanno dei bambini in (sponsorizzata) gita premio. E poi bisognerà spiegare a tutti gli ispettori federali in giro per l’Italia che è illegale e, quindi, va segnalato come ad esempio non hanno fatto gli uomini presenti all’Olimpico dove i rinvii di Reina e Marchetti sono stati a lungo accompagnati dallo stesso sottofondo.

Viene il dubbio che a parlarne così tanto senza aver fatto l’unica cosa giusta che si poteva fare, e cioé fermarsi un minuto e chiedere ai bimbi di Torino di lasciar perdere (magari sarebbe bastato un cenno della mano di Buffon o di qualche altro monumento in campo), si sia innescato l’effetto emulazione e che da domenica prossima sarà tutto un rincorrersi di ‘Ohhhh merda!’ in giro per gli stadi italiani. Il che non cambia di una virgola il livello di (in)civiltà che li domina, ma dei quali in ogni caso avremmo fatto volentieri a meno.

Meglio lasciar stare, insomma. Meglio evitare anche motivazioni fantasiose come il richiamo alla “giovanissima” età dei maleducati di Torino come scritto da Tosel nel suo dispositivo. La maledcazione non ha età e gli articoli di un codice (sportivo) nemmeno. Al calcio italiano sarebbe sufficiente aver e un giudice, per i buoni maestri basta la scuola.

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