Calcio

Mourinho al Manchester United: la nuova sfida dello Special One

Tre anni di contratto a 59 milioni di euro dopo una trattativa estenuante. Deve cancellare la macchia dell'esonero dal Chelsea

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Giovanni Capuano

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L'eredità dei miti pesa tantissimo e così il Manchester United ha scelto il terzo allenatore in tre anni dell'era post Ferguson, chiusa nel 2013 dopo 27 lunghissimi anni di tirannia a Old Trafford. Dopo Moyes, Giggs e il disastroso Van Gaal, ecco il predestinato: Josè Mourinho siede sulla panchina che fu di Sir Alex, dove tutti dicevano che saebbe arrivato, ma dove non era scontato che riuscisse ad approdare.

Sarà lui a dover guidare il riscatto dei Red Devils, reduci da una Premier League che ha sancito la seconda cacciata dal paradiso della Champions League nelle ultime tre stagioni. Un disastro sportivo, economico e di immagine che nessuno si può permettere in uno dei club più ricchi e prestigiosi del mondo. Mourinho aspettava lo United dal momento dell'esonero dal Chelsea e i due si sono trovati.

 

Un contratto quasi record: 16 milioni di euro a stagione

Il fallimento con il Chelsea non ha abbassato le quotazioni del portoghese, che ha contrattato e ottenuto da Ed Woodward, amministratore delegato del Manchester United, uno stipendio da 12 milioni di sterline (16 milioni di euro) fino al giugno 2019. Una montagna di soldi che, bonus compresi, arriverà a quasi 60 milioni di euro per tre anni di lavoro. Mourinho rimane The Special One anche senza successi e a 53 anni è pronto per una nuova avventura.

Aveva giurato che non avrebbe mai guidato altro club in Premier League se non il Chelsea, guidato al titolo in tre occasioni nelle sue due ere a Stamford Bridge. Nobn è stato di parola, ma la chance di sedersi sulla panchina di Alex Ferguson era troppo ghiotta. Van Gaal era stato licenziato poche ore dopo il successo in FA Cup, lasciando le macerie di un biennio ricco solo di spese sul mercato.

Mourinho, il suo staff e l'addio di Giggs

Mourinho non è tipo che si muova senza fare rumore. Le sue ultime ore a Londra e il viaggio a Manchester sono stati seguiti dai media britannici come un evento e l'immagine di lui in giacca e cravatta ha fatto il giro del mondo. Ma il suo sbarco nel mondo dello United è destinato anche a cambiare gli equilibri all'interno della società.

Il portoghese non è abituato a fare sconti, vuole controllare tutto a partire dal mercato e avere l'ultima parola su ogni decisione. Il primo a farne le spese sarà Ryan Giggs, che sognava di prendere il posto di Van Gaal (e Ferguson), era sponsorizzato da parte del club e adesso dovrà ridimensionare il suo ruolo. Potrebbe anche non rimanere, visto che non farà il vice di Mourinho e potrebbe non avere uno spazio adeguato alla sua figura e alle sue ambizioni.

Poi c'è la costruzione della squadra. Il nome di Ibrahimovic è sulla bocca di tutti a Manchester, anche se rimane viva l'opzione di un ritorno nella serie A. Zlatan e Josè hanno lavorato insieme nell'Inter della stagione 2008-2009. Poi lo svedese è andato a Barcellona e i nerazzurri hanno fatto il Triplete. Potrebbero reicontrarsi a Manchester per accorciare la strada del ritorno dei Red Devils.

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