Calcio

Montella è il prescelto: ecco come giocherà il suo Milan

E' il sesto allenatore dei rossoneri (Allegri compreso) dal gennaio 2014 a oggi. Possesso palla e qualità i suoi punti di forza

Udinese Calcio v UC Sampdoria - Serie A

Giovanni Capuano

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La girandola si è fermata sul nome di Vincenzo Montella. Non Brocchi, Giampaolo e nemmeno la suggestione di un tecnico straniero come Emery (ufficiale al Psg) o De Boer. E' l'Aeroplanino il prescelto dal Milan per aprire il nuovo ciclo, quello che dovrà riportare in alto i rossoneri facendo dimenticare gli stenti delle ultime stagioni. Una decisione presa da Silvio Berlusconi, condivisa con Galliani e anche con i cinesi al culmine della trattativa per la cessione della maggioranza del club.

Montella, che ha chiuso la scorsa annata sulla panchina della Sampdoria con una salvezza difficile dopo essere subentrato in corsa a Walter Zenga, avrà un contratto da 2,3 milioni di euro. Nel suo accordo con i blucerchiati c'era una clausola di uscita sullo stile di quella che lo legava alla Fiorentina ma con prezzo più contenuto: 1,2 milioni di euro. Per Berlusconi è la scelta giusta, l'uomo da cui ripartire con i fondamentali che hanno sempre fatto parte del dna milanista.

 

Padroni del campo e del gioco

E in effetti Montella è quanto di più vicino ci possa essere al motto berlusconiano del possesso del gioco e del campo, quello che ha caratterizzato i grandi Milan del passato che potevano contare, però, su una straordinaria qualità degli interpreti in campo. L'Aeroplanino gioca un calcio bello esteticamente, avvolgente negli spazi e fatto di fraseggi veloci e intelligenti. Ha sempre avuto squadre offensive e ha sempre cercato la via della rete costruendo una filosofia di gioco.

I suoi moduli di riferimento sono stati il 4-3-3 e il 4-2-3-1 con qualche punto fermo a partire dal regista, su cui deve girare tutta la manovra. Ne ha sempre avuti di ottima qualità: Lodi al Catania, Pizarro alla Fiorentina e Borja Valero nell'ultima parte dell'esperienza in Toscana. Alla Sampdoria aveva ereditato un gruppo senza un centrocampista così e le difficoltà sono emerse in fretta.

Difesa a quattro e centravanti vero

L'altro punto fermo è la difesa a quattro, in tutte le sue interpretazioni. Sarà raro vedere il Milan di Montella giocare a tre, anche perché i difensori nella rosa sembrano più adatti ad interpretare la linea con due centrali (Romagnoli diventerà il primo costruttore di gioco) e due estrerni cui verrà chiesto di spingere molto nella fase offensiva. Questo è il reparto in cui il Milan è più avanti dopo il rinnovo di Zapata delle scorse settimane e l'ingaggio di Vangioni a parametro zero.

Davanti, invece, bisognerà fare chiarezza in fretta. Solitamente Montella ha un centravanti vero che funge da punto di riferimento. Ora in rosa ci sono Bacca, che ha però diverse offerte dall'estero, e Lapadula appena preso dal Pescara ma da verificare nell'impatto con il calcio della serie A. Cosa vorrà fare il nuovo tecnico? Sugli esterni (col 4-3-3) o dietro alla punta (col 4-2-3-1) ci sono Bonaventura, Honda, Suso che sono già funzionali, ma non sono da escludere stravolgimenti del settore.

Serve un grande colpo a centrocampo

Di sicuro il nuovo Milan non potrà fare a meno di buttarsi sul mercato per cercare un grande centrocampista. Dovrà essere l'uomo davanti alla difesa nel caso di 4-3-3 oppure spostato qualche metro più avanti. Gli incontristi ci sono (Bertolacci e Kucka su tutti), ma Montolivo non sembra avere il profilo del regista che serve per giocare il calcio di Montella.

Un anno fa la campagna estiva del Milan si fermò proprio lì: doveva arrivare Witsel e, invece, la casella restò vuota. Scelto Montella, ora c'è da fare l'ultimo passo per dotarlo di una rosa che sia adatta al suo modo di pensare e insegnare calcio. Avrà poco tempo a disposizione. Le questioni societarie accorceranno la sua estate e molti uomini, anche importanti, finiranno con l'arrivare solo a ritiro avviato.

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