Calcio

Mondiali Russia 2018: ecco come funziona il Var (e cosa è cambiato)

Tecnologia 3D, una sala operativa unica a Mosca, arbitri raddoppiati e messaggi sui maxischermi per coinvolgere il pubblico

Mondiale Russia 2018 Var come funziona

Giovanni Capuano

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È il primo Mondiale dell'era Var, ovvero la video assistenza arbitrale che gli appassionati italiani hanno imparato a conoscere nell'ultima stagione della Serie A e che nel mondo si sta cominciando a diffondere superando anche le resistenze politiche di chi vorrebbe tornare al passato. La Fifa ha scelto Russia 2018 come grande debutto per la tecnologia e non ha badato a spese.

Tutto deve essere perfetto perché nel mese di sfide a Mosca e dintorni si gioca una fetta importante della credibilità del pallone e del nuovo governo di Gianni Infantino. L'uomo venuto dalla Uefa che ha sfidato proprio la Uefa accelerando sulla svolta Var.

La grande incognita nasce da qui. Non ovunque si utilizza uno strumento che nell'ultima Serie A, secondo il report ufficiale della Lega, ha contributo a far crollare dal 5,78 allo 0,89 per cento gli errori arbitrali attraverso 2023 chick o controlli al video. Risultati positivi che hanno posto l'Italia all'avanguardia visto che altrove, dove la sperimentazione è stata avviata, le cose sono andate decisamente meno bene.

Con gli occhi di tutto il mondo puntati addosso, ogni minima sbavatura non sarà accettata. La Fifa ne è consapevole e ha messo in campo il massimo sforzo perché tutto funzioni alla meraviglia: convocazioni extra per le federazioni (come la nostra) che hanno già sperimentato il sistema, raduni a Coverciano, investimenti tecnologici che, in alcuni casi, saranno anche superiori alle reali necessità.

Attenzione: il Var che vediamo al Mondiale è in parte diverso rispetto a quello cui ci siamo abituati in Italia. Un tuffo nel futuro anche per noi, considerato che alcune delle novità saranno poi quasi certamente introdotto anche nella Serie A e, non appena pronte infrastruttura e arbitri, anche in Champions League.

 

La Fifa Var Room unica a Mosca

Detto che al momento il protocollo rimane invariato e, semmai, potranno esserci differenti modi di interpretarlo per fare tesoro dell'ultima stagione (ancora sperimentale), la grande differenza rispetto alla Serie A risiede nella decisione di riunire in un'unica centrale operativa tutto il sistema Var.

Le partite del Mondiale sono arbitrate da Mosca, ovunque si giochino. Una VOR (Video Operation Room) costruita presso l'IBC (International Broadcast Centre) della capitale russa che è la casa dove tutte le emittenti presenti che hanno i diritti per la trasmissione delle gare hanno la propria base operativa.

La struttura dedicata agli arbitri è stata rinominata Fifa Var Room ed è collegata con tutti gli stadi attraverso una sofisticata rete in fibra ottica in modo da evitare qualunque problema di trasmissione. Anche le comunicazioni tra arbitro di campo e Var passano attraverso la fibra. In Germania, dove la centrale unica è stata già testata in questa stagione, non tutto era filato liscio con il sistema di comunicazione tradizionale.

Quattro arbitri al posto di due al Var

Aumenta anche il numero di occhi destinati alla revisione delle decisioni arbitrali. Si passa dai 2 arbitri fin qui visti (Var e Avar) ai 4 impegnati su ogni singolo incontro di Russia 2018. Una scelta dettata dalla necessità di specializzare sempre di più le funzioni di ogni singolo addetto nella Fifa Var Room.

La figura principale resta quella del Var, unico in contatto diretto con l'arbitro di campo come già sperimentato. L'Avar1 ha il compito di continuare a seguire sugli schermi lo svolgimento del gioco così da non perdere nulla nei momenti in cui il Var principale è impegnato in un silent check (controllo silenzioso) per valutare l'eventuale segnalazione all'arbitro.

All'Avar2 è statata data la consegna di occuparsi unicamente del fuorigioco e avrà a disposizione telecamere aggiuntive. Infine l'Avar3 è una sorta di sovrintendente rispetto alle operazioni dei colleghi.

Tecnologia 3D e più telecamere a disposizione

Le difficoltà sull'interpretazione del fuorigioco di pochi centimetri ha convinto la Fifa ad accelerare sulla tecnologia 3D. Un sistema a disposizione grazie a due telecamere posizionate sui 16 metri e che è nella disponibilità dell'Avar2 per cancellare anche il minimo dubbio.

In generale ogni stadio è dotato di 33 telecamere il cui segnale è convogliato nella VOR di Mosca e messo a disposizione degli arbitri in tempo reale. Un numero altissimo se si considera che i big match della Serie A sono coperti da 16 telecamere e che la recente finale di Coppa Italia ne ha utilizzate 28.

Decisioni Var sui maxischermi dello stadio

L'ultima grande novità ha poco a che fare con il regolamento e la sua applicazione e molto, invece, con la comunicazione. Diversamente da quanto accaduto fin qui in Italia e non solo, al Mondiale gli spettatori degli stadi ricevono in tempo breve una spiegazione su quanto successo tra campo e Fifa Var Room.

L'idea è quella di trasmettere sui maxischermi le immagini attraverso le quali il Var e l'arbitro hanno deciso di cambiare o mantenere una decisione, accompagnando la visione dell'azione con una veloce spiegazione scritta in inglese. Se ne occupa un delegato della Fifa che ha accesso a tutte le comunicazioni tra arbitro e Fifa Var Room.

Nelle intenzioni degli organizzatori è il modo per rendere tutto il processo il più trasparente possibile, oltre che un sistema per spettacolarizzare un momento che dovrebbe essere puramente tecnico. L'ipotesi era già allo studio anche in Europa dove, però, non esiste un'uniformità di infrastrutture tecnologiche all'interno degli stadi. In Russia il problema non c'è, avendo Putin speso oltre 5 miliardi di euro per costruire ex novo o ristrutturare gli impianti.

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