Fabio Grosso e quel rigore Mondiale

L'eroe di Berlino ricorda la vittoria, sponsorizza Rossi e dà fiducia a Cerci dopo l'errore dal dischetto con il Toro: "Solo chi non tira, non sbaglia mai"

Il rigore realizzato da Fabio Grosso che è valso all'Italia il Mondiale 2006. – Credits: Ansa.

Nicolò Schira

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Il suo nome è ben impresso nella mente di tutti i tifosi italiani. Fabio Grosso: basta citarlo per far correre nostalgici brividi lungo la schiena, ricordando quell'ultimo rigore - calciato alle spalle del francese Fabien Barthez - che ci ha regalato la Coppa del Mondo nel 2006. Cinque giorni prima, sempre Fabio Grosso aveva fatto versare lacrime amare al popolo tedesco con un sinistro al fulmicotone in quel di Dortmund: una giocata risolutiva nei tempi supplementari. Il tutto suggellato da un urlo di gioia degno del Tardelli in versione Mundial '82...

A otto anni dal trionfo di Berlino, il campione del mondo ha incontrato la stampa nella Sala Executive dello Stadio San Siro in qualità di testimonial della Lidl Fan Cup, primo torneo digital di calciobalilla che coinvolgerà giocatori di 23 Paesi europei (cliccate qui per saperne di più, ndr), e non ha ovviamente potuto fare a meno di tornare su quelle epiche notti: "Da anni provo a descrivere l'emozione vissuta al Mondiale, in particolare quella dell'aver calciato l'ultimo, decisivo rigore. Non riesco mai a essere efficace nel trasmettere quanto ho provato in quegli istanti: sono sensazioni uniche. Quello che ricordo nitidamente, invece, è la nostra determinazione e ferocia nel voler fare gol a tutti i costi: volevamo e dovevamo vincere la Coppa. Merito di un gruppo unito e di una convinzione radicata in noi e trasmessaci da mister Lippi. Quello è stato il fattore determinante per arrivare al trionfo di Berlino".

Fabio Grosso si è espresso anche sulla spedizione in Brasile che vedrà fra pochi giorni l'Italia di Prandelli fra le Nazionali protagoniste: "Naturalmente farò il tifo come tutti gli italiani. Tanti amici e qualche ex compagno come Pirlo e Buffon parteciperà alla spedizione mondiale e mi auguro che le cose possano andare per il meglio. Chi portare nei 23? Dovrà decidere Prandelli e sarà dura scegliere, perché tutti gli elementi selezionati hanno qualità importanti. Il ct è molto preparato e ha le idee chiare: sa quello che fa e bisogna avere fiducia nelle decisioni che prenderà. Pepito Rossi? Se sta bene, è uno dei più grandi attaccanti d'Europa: io personalmente lo porterei".

Anche Alessio Cerci dovrebbe far parte della spedizione: Mancino come Grosso, ma al momento con un traumatico rapporto con il dischetto dopo l'errore di Firenze che ha condannato il Torino a rimanere fuori dall'Europa. "Consigli per non farsi condizionare in futuro? Non ne ha bisogno. Sono cose che succedono. Non credo che si trascinerà la delusione del Campionato anche in Nazionale. Avrà già voltato pagina e sarà pienamente concentrato per fare un bel Mondiale. Certe amarezze spesso ti spronano a fare meglio e diventano una incredibile spinta motivazionale. Sono sicuro che si sarà già gettato tutto alle spalle e, qualora dovesse esserci un nuovo rigore da tirare, dimostrerà di sapersi assumere la responsabilità. Solo chi non calcia dagli undici metri, non sbaglia mai".

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