Romelu Lukaku: la stella del Belgio

Tra le giovani promesse del Mondiale c'è l'attaccante dei "Diavoli rossi". In prestito all'Everton dal Chelsea, sta per scatenare un'asta milionaria

Romelu Lukaku esulta con la maglia dell'Everton dopo un goal in FA Cup all'Arsenal. Il prossimo Mondiale potrebbe consacrarlo definitivamente. – Credits: Getty Images.

Nicolò Schira

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Generazione di fenomeni. E' quella dei "Diavoli rossi" del Belgio, capaci con una formazione dall'età media verdissima di riconquistare l'accesso ai Mondiali dopo due edizioni di assenza. Trascinatore della selezione del commissario tecnico Marc Wilmots è il centravanti Romelu Lukaku: il 4-2-3-1 dell'ex centrocampista dello Schalke 04 si è infatti rivelato efficace e a tratti addirittura spumeggiante proprio grazie agli acuti in avanti della punta.

Classe '93 (farà 21 anni il prossimo 13 maggio), Lukaku è la stella della formazione belga e con i suoi gol ha trascinato la squadra alla qualificazione in Brasile, nonché l'Everton a ridosso delle big in Premier League. Nato ad Anversa da genitori di origine congolese, già da bambino aveva fatto intravedere doti fuori dal comune, tanto da fare la differenza contro avversari undicenni quando militava all'età di otto anni nella scuola calcio Rupel Boom. La vera esplosione arriva però all'età di 13 anni con la maglia del Brussells, in cui segna la bellezza di 68 goal in altrettante presenze. Un rendimento straordinario, seppur a livello giovanile, che gli vale la chiamata dell'Anderlecht.

Lo strapotere tecnico e fisico di Lukaku è impressionante (121 reti in 88 gare), così viene fatto debuttare sedicenne sia nella Jupiler League che in Champions League. La svolta della carriera si materializza un sabato sera, precisamente il 25 agosto 2009: l’Anderlecht è ospite dello Zulte Waregem e il risultato è inchiodato sullo 0-0, quando tocca a lui entrare in campo per cercare di sbloccare la partita. Trascorsi appena ventidue minuti dal suo ingresso in campo, il marocchino Boussoufa si invola sulla sinistra e mette un pallone rasoterra in mezzo all’area: sembra che nessun compagno sia pronto a raccogliere l’assist, quando Lukaku - tagliando sul primo palo - si inventa un colpo di tacco favoloso ed entra nella storia del calcio belga.

In due anni conquista da mattatore altrettanti campionati e brilla in Champions League, nonostante l'Anderlecht non sia esattamente una delle potenze continentali. Compiuti diciotto anni, il Chelsea rompe gli indugi e offre ben 22 milioni di euro per strapparlo ai belgi: in Inghilterra Lukaku fatica però a carburare e vince la Champions League da comparsa, non riuscendo a segnare neppure una rete in gare ufficiali con i londinesi. Di Matteo non crede in lui e lo manda a farsi le ossa al West Bromich Albion. La mossa si rivelerà cruciale: Lukaku ritrova autostima e torna a segnare con continuità, arrivando a fine stagione a 17 centri in 35 gare.

Con l'arrivo di Eto'o gli spazi nei Blues sono scarsi e allora Mourinho a inizio settembre lo manda in prestito all'Everton. Grandi giocate e reti di pregevole fattura attirano l'attenzione di parecchi club importanti: hanno già bussato alla porta del Chelsea per la prossima stagione Atletico Madrid e Borussia Dortmund; mentre dall'Italia Roma e Juventus hanno chiesto informazioni. Il resto è attualità: la doppietta alla Croazia ha sancito in autunno la matematica qualificazione ai Mondiali del Belgio.

La sua specialità è il colpo di testa grazie a un fisico da corazziere (192 cm di altezza); inoltre è dotato di un sinistro notevole, che molte volte usa anche da distanze considerevoli per impallinare i portieri avversari. Nonostante sia un attaccante longilineo, è anche abbastanza rapido e dotato di un buon dribbling, che lo rende letale anche palla al piede.

Sui social network è diventato una vera e propria icona, tanto da essere stato innalzato a risposta calcistica a Chuck Norris. Nulla è insomma precluso al bomber di Anversa e Lukaku punta a consacrarsi come il successore di Didier Drogba. Proprio l'ivoriano, infatti, l'aveva ribattezzato quale suo erede a Stanford Bridge durante l'esperienza vissuta insieme alla corte di Roman Abramovich. L'estate 2014 si candida così a essere quella della definitiva esplosione dell'alfiere della Nazionale belga, con il suo nuovo manager Mino Raiola che si frega le mani ed è già pronto a far scattare un'asta milionaria al termine della Coppa del Mondo.

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