Uruguay campione del mondo. Lo dice il 3964

Sui social network ha fatto il pieno di consensi la teoria che spiegherebbe le vittorie di alcune edizioni del mondiale. Secondo un semplice calcolo matematico, il Mondiale 2014 andrebbe alla Celeste - Lo Speciale Brasile 2014

Luis Suarez, stella della Celeste – Credits: EPA/Ivan Franco

Dario Pelizzari

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L'Uruguay vincerà la Coppa del mondo. Ne sono convinti i sostenitori della “teoria del 3964”, secondo la quale il numero in questione nasconderebbe, meglio, rivelerebbe il nome della squadra che farà suo il mondiale brasiliano. La prova: se sottraiamo 1950 - l'anno in cui la Celeste riuscì a sbancare il Brasile padrone di casa grazie ai gol di Schiaffino e Ghiggia – al numero “magico” 3964 otteniamo 2014. Un semplice caso? Sui social network la curiosità va a braccetto con la fantasia e produce talvolta passioni che infiammano la speranza.

Eppure, i conti tornano. O quasi. L'Argentina ha trionfato nelle edizioni 1978 e 1986. Quanto fa 1978 più 1986? Bingo, 3964. La Germania ha vinto invece i mondiali nel 1974 e 1990. Anche qui, è sufficiente fare la somma: 3964. Vero, la nazionale tedesca ha vinto anche nel 1954, ma poco importa, tutto torna comunque per chi crede nella teoria. Ancora più complicata da spiegare la logica che starebbe dietro ai 4 successi mondiali del Brasile. Per raggiungere quota 3964 sarebbe infatti necessario procedere in questo modo: 1962 più 2002 e 1970 più 1994. Cambiando l'ordine degli addendi cambia anche il risultato.

E cosa dire dei 4 mondiali vinti dall'Italia? Impossibile arrivare a 3964 sommando tra loro due edizioni in salsa azzurra. Colpa nostra, evidentemente, avremo dovuto vincere in anni diversi. E poi, come si dice, l'eccezione conferma la regola. Provare per credere, i seguaci della “teoria del 3964” ne sono certi: la maledizione del Maracanazo è destinata a ripetersi. Per la gioia dell'Uruguay e la disperazione del Brasile, che sprofonderebbe in un pessimismo cosmico da si salvi chi può. Il 13 luglio sapremo. Anzi, no, probabilmente molto prima.

Twitter: @dario_pelizzari

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