mondiale russia 2018 playoff svezia italia
Calcio

Playoff Mondiale 2018: tutto sulla Svezia avversaria dell'Italia

Formazione, risultati, precedenti e curiosità sulla nazionale di Andersson (senza Ibrahimovic). Date e accoppiamento del playoff per Russia 2018

Poteva andare meglio ma inutile fasciarsi la testa. Se l'Italia vorrà andare al Mondiale dovrà farlo superando la Svezia che tra le possibili avversarie era la peggiore e quella che in tanti avrebbero preferito evitare. Non è stata così. La mano di Hierro chiamata a estrarre le palline dall'urna di Zurigo ci ha accoppiato ai gialli di Stoccolma e da lì si deve passare così come nell'inverno '97 si dovette superare la bufera russa per andare in Francia.

La Svezia del ct Andersson è una squadra forte, temibile, ma non superiore sulla carta all'Italia di Ventura, pur considerando gli stenti visti nelle ultime prove contro Spagna, Israele, Macedonia ed Albania. Partite che hanno messo in discussione il ruolo del ct e le sue scelte, tanto che oggi non sappiamo con quale veste tattica la nostra nazionale si presenterà all'appuntamento con lo spareggio di novembre.

L'Italia avrà il vantaggio di giocare la seconda sfida in casa a Milano per provare ad entrare nelle 32 finaliste del Mondiale. Le date del doppio playoff sono 10 e 13 novembre. Gli altri accoppiamenti usciti dall'urna di Zurigo hanno decretato le seguenti sfide: Irlanda del Nord-Svizzera, Croazia-Grecia e Danimarca-Irlanda.

Ecco come la Svezia si è qualificata al playoff

Uscita dall'Europeo 2016 con le ossa rotte, fuori nel girone preliminare dell'Italia con un solo punto fatto e un solo gol segnato in tre partite, la Svezia si è ricostituita in fretta pur avendo perso la sua stella di prima grandezza: Zlatan Ibrahimovic. L'addio alla nazionale dell'attaccante del Manchester United è stato di stimolo ai più giovani che hanno disputato una qualificazione molto positiva.

Al playoff gli uomini di Andersson ci sono arrivati da secondi in un girone difficile, vinto dalla Francia (battuta però nel confronto diretto a Stoccolma) e chiuso davanti all'Olanda che ha mancato per la seconda volta l'accesso a una grande manifestazione. I 19 punti conquistati nelle 10 partite sono stati un bilancio notevole con tre soli passi falsi contro Francia, Bulgaria e Olanda (ma bastava non perdere di goleada all'ultima giornata) e soli 9 gol subiti, meno di uno a gara.

Non solo, ma dall'Europeo a oggi il cammino degli svedesi è impreziosito anche dal successo esterno del marzo scorso in amichevole contro il Portogallo. Un 3-2 che sommato alla vittoria contro la Francia fa sì che in un anno e mezzo la Svezia abbia battuto entrambe le finaliste dell'Europeo.

Come gioca la Svezia

Perso il talento e la leadership di Ibrahimovic, il ct svedese Andersson ha costruito una squadra partendo dal modulo più semplice e solido possibile: 4-4-2. Non ci sono stelle di primo livello, ma la Svezia ha un paio di talenti il cui nome è sui taccuini di mezza Europa. 

Il più celebre è quello di Emil Forsberg che ha ereditato da Ibra la guida morale e tecnica del gruppo. Gioca nel Lipsia dei miracoli arrivato in Champions League e nell'ultima Bundesliga si è segnalato per i 19 assist che lo hanno reso uno degli attaccanti più funzionali del campionato.

Marcus Berg, classe 1986, ha giocato nelle ultime stagioni con il Panathinaikos dopo essere stato all'Amburgo. E' un attaccante che con la maglia della nazionale segna con una certa continuità ed è stato bronzo con l'Under 21 nell'Europeo del 2009 giocato in casa.

Il punto debole potrebbe essere la difesa, anche se nel girone si è comportata bene. Victor Lindelof, centrale del Manchester United, non è ancora esploso definitivamente anche se da qualche anno è nel mirino di tutti i grandi club europei; il compagno di reparto è Granqvist, vecchia conoscenza del calcio italiano avendo giocato nel Genoa. Helander, difensore del Bologna e Rohdèn, centrocampista del Crotone, sono nella rosa di Andersson.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti