Il Mondiale? Un derby Europa-America (con record di gol)

Sudamericane favorite da clima e tifo, ma le europee reggono. Mai così tante reti dal 2002 - Lo speciale Brasile 2014

Uno dei quattro gol di Neymar nel Mondiale – Credits: Epa

Giovanni Capuano

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Fin qui è stato un grande Mondiale. Niente da dire. Ci siamo divertiti e molti dei pronostici della vigilia sono stati sovvertiti, spazzati via dalla realtà del campo. C'era il timore che le condizioni climatiche ci consegnassero partite bloccate e disputate su ritmi da dopolavoro. Non è stato così, anche se ci sono differenze sostanziali tra i gironi giocati in prevalenza a nord con il caldo (ad esempio il nostro) e quelli con centro a nord e meteo più clemente. E' stato il Mondiale del crollo delle vecchie gerarchie anche se il ricambio generazionale ha investito fin qui soprattutto l'Europa che ha perso in un colpo solo Spagna, Inghilterra, Italia e Portogallo. Dominano le sudamericane, ma la vera novità è il livello alto delle centro e nord americane che mai erano andate così avanti da quando il Mondiale è a 32 squadre e con la formula di quello brasiliano: Francia 1998.

SI SEGNANO QUASI 3 GOL A PARTITA - Autentico prima quello delle reti realizzate nelle prime 48 gare: 136. Significa una media di 2,83 a partita, appena rovinata dal gruppo di Italia, Inghilterra, Uruguay e Costa Rica che ha espresso il minor numero di realizzazioni (12) e l'equilibrio più marcato nell'arco dei 90 minuti. Il record appartiene, invece, all'altro girone della 'morte' che comprendeva Spagna, Olanda e Cile. Merito indiscusso degli orange che hanno segnato e subito una quantità industriale di gol: 10/3. Il totale è 22 reti in 6 partite, con la media stratosferica di 3,66. L'attacco più prolifico è quello dell'Olanda (10) seguita da Colombia (9), Francia (8), Germania e Brasile (7). Tutti hanno gioito almeno una volta: Iran, Camerun e Honduras si sono fermati lì, mentre Italia, Giappone, Inghilterra e Russia non sono andate oltre la doppia marcature. Le difese meno perforate? Colombia, Costa Rica e Belgio che sono state bucate una sola volta in 270 minuti. Le peggiori? Australia e Camerun con 9, Honduras 8, Portogallo e Spagna 7.

IL MONDIALE DELLE SUDAMERICANE (MA NON SOLO) - Brasile, Cile, Colombia, Uruguay e Argentina: fanno 5 qualificate sulle 6 sudamericane presenti ai nastri di partenza. E' rimasto fuori solo l'Ecuador il cui destino si è consumato, però, nell'incredibile gol preso al 93' contro la Svizzera. Il Sud America domina in casa, dunque, ma non si tratta di numeri record. Già nel 2010 erano state 5 le sorelle del Brasile qualificate agli ottavi di finale e nel '98 ci si era fermati a 4. Il vero crollo c'era stato nel 2002 e 2006 peraltro compensato in Corea e Giappone dalla vittoria finale del Brasile. A fare la differenza questa volta sono state le nazionali del Centro e Nord America che hanno sovvertito tutti i pronostici. Vanno avanti Messico, Stati Uniti e Costa Rica. Non era mai capitato con la formula a 32 squadre. Il vero ostacolo, però, arriva adesso perché la storia dice che gli ottavi di finale si sono sempre rivelati fatali con l'eccezione del Messico nel 2002, poi fermato dalla Germania ai rigori nei quarti.

LE EUROPEE? IN LINEA CON LA TRADIZIONE - Non c'è stato, invece, il crollo delle europee. Sono 5 (Olanda, Grecia, Francia, Svizzera, Germania e Belgio) che rappresenta il minimo nella serie storica dal '98, ma non un disastro assoluto. Nel 2010, per intenderci, erano solo 6 nelle prime 16 ma poi il Vecchio Continente espresse 3 delle 4 semifinaliste e monopolizzò la finale di Johannesburg. Qualche segnale di cedimento, comunque, va registrato se è vero che nel 1998 (Mondiale in Francia) erano 10 su 16 e nelle edizioni 2002 e 2006 erano 9. Semmai colpiscono i nomi delle qualificate. E' come se l'Europa avesse ribaltato le sue gerarchie in un colpo solo cancellando la superiorità della Spagna e mandando a casa Italia e Portogallo. Noi e gli iberici due anni fa ci giocavamo la finale dell'Europeo a Kiev...

AFRICA E ASIA DI RINCALZO - Detto che l'Oceania ha fatto la comparsa con l'Australia, chi è tornato indietro nel tempo sono state le squadre asiatiche. Tutte eliminate con disonore: Corea del Sud, Giappone e Iran. Le africane? Avanti in 2 (Nigeria e Algeria) che dal punto di vista numerico rappresenta il raddoppio della serie storica 1998-2010 che si era sempre fermata a una sola presenza negli ottavi. Però Camerun e Ghana hanno fatto una figuraccia mondiale con le storie dei premi e le risse tra giocatori, staff e dirigenti. Rivedibili. Un deciso passo indietro. Quella che è piaciuta di più è stata l'Algeria: giovane, fisica e organizzata tatticamente. Quasi più europea che africana.

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